Si può preparare un dolce morbido e profumato senza aggiungere nemmeno un cucchiaio di zucchero? Questo plumcake alle mele dimostra di sì: una ricetta scoperta sui social e subito testata! Ottimo a colazione o a merenda, si conserva morbido per giorni sotto una campana di vetro.
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Plumcake alle mele senza zucchero con il Bimby
- 1 stampo da plumcake da 25 cm
Cosa ci occorre per il plumcake alle mele senza zucchero con il Bimby
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- 300 g farina 00
- 100 ml olio di semi
- 50 g dolcificante a base di eritritolo e stevia
- 2 mele non troppo grandi
- 2 uova
- ½ bustina di lievito per dolci
- 1 cucchiaino di cannella
- Succo di limone q.b.
- Eritritolo in polvere q.b. per decorare
Come preparare il plumcake alle mele senza zucchero con il Bimby
- Preriscaldare il forno a 170°C.
- Preparare uno stampo da plumcake da 25 cm, rivestendolo con carta forno oppure ungendolo leggermente.
- Sbucciare le mele, eliminare torsolo e semi, poi tagliarle a cubetti piccoli. Raccoglierle in un piatto fondo e bagnarle con poco succo di limone, mescolando delicatamente per non farle annerire.
- Inserire nel boccale del Bimby le uova e l’eritritolo con stevia. Lavorare per 2 minuti a 37°C, velocità 4, fino a ottenere una base più chiara e leggermente montata.
- Aggiungere l’olio di semi e amalgamare per 1 minuto a velocità 4.
- Unire la farina 00, la cannella e la mezza bustina di lievito per dolci. Mescolare per 1 minuto a velocità 4. Se qualche residuo resta sulle pareti, raccoglierlo con la spatola e lavorare ancora pochi secondi alla stessa velocità.
- Aggiungere le mele a pezzetti ben sgocciolate dal succo di limone. Incorporarle per 20 secondi, antiorario, velocità 3, così restano distribuite nell’impasto senza disfarsi.
- Versare il composto nello stampo preparato e livellare la superficie.
Come cuocerlo
- Cuocere in forno ventilato a 170°C per 50-55 minuti. Controllare la cottura con uno stecchino al centro del plumcake: deve uscire asciutto o con poche briciole umide.
- Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di togliere il dolce dallo stampo.
- Completare con eritritolo in polvere solo quando il plumcake è freddo.

Eritritolo e stevia: cosa sono i dolcificanti che sostituiscono lo zucchero
Fino a qualche anno fa, “senza zucchero” in pasticceria faceva rima quasi sempre con rinuncia. Oggi sugli scaffali si trovano dolcificanti molto diversi da quelli di una volta, e due in particolare sono diventati i preferiti nei dolci leggeri fatti in casa: l’eritritolo e la stevia. Spesso, come in questa ricetta, si vendono già miscelati nella stessa confezione.
L’eritritolo appartiene alla famiglia dei polioli, chiamati anche polialcoli, la stessa dello xilitolo e del sorbitolo che troviamo nelle gomme da masticare. In piccole quantità è presente in natura, in alcuni frutti come pere, uva e meloni e in diversi alimenti fermentati. Quello che usiamo in cucina viene prodotto per fermentazione: alcuni lieviti trasformano il glucosio, ricavato di solito dall’amido di mais, in cristalli bianchi molto simili allo zucchero.
Il potere dolcificante è inferiore a quello del saccarosio, intorno ai due terzi, ma l’apporto calorico è praticamente nullo. L’organismo, infatti, lo assorbe in gran parte e lo elimina senza metabolizzarlo, e per lo stesso motivo non fa salire la glicemia. Rispetto ad altri polioli è anche meglio tollerato, anche se in dosi abbondanti può comunque dare qualche fastidio intestinale. Al palato lascia una caratteristica sensazione di fresco, simile a quella della menta, perché sciogliendosi assorbe calore.
La stevia ha una storia molto diversa. Si ricava dalle foglie della Stevia rebaudiana, una pianta originaria del Sud America, in particolare delle zone tra Paraguay e Brasile, dove le popolazioni locali la usavano da secoli per addolcire bevande e infusi. Le sostanze responsabili del sapore dolce si chiamano glicosidi steviolici e sono centinaia di volte più dolci dello zucchero: ne basta una quantità minuscola. Nell’Unione europea sono autorizzati come additivo alimentare dal 2011, con la sigla E960. Il loro limite è il retrogusto: a dosi elevate la stevia lascia una nota amarognola, a tratti simile alla liquirizia, che non convince tutti.
Ecco perché le due sostanze si trovano spesso insieme. L’eritritolo dà volume e consistenza e si usa quasi come lo zucchero, mentre la stevia aggiunge intensità senza bisogno di grandi quantità. Ciascuno attenua il difetto dell’altro: la stevia compensa la dolcezza più debole dell’eritritolo, e l’eritritolo copre in buona parte il retrogusto della stevia.