Dei tortini di patate con una sorpresa filante al centro: vo abbiamo già convinto? Le patate a cubetti si cuociono al vapore, poi si frullano direttamente con olio extravergine, parmigiano, un uovo e un pizzico di sale. Il composto si distribuisce negli stampini in due strati, con un cucchiaio abbondante di stracciatella in mezzo, e si cuoce in friggitrice ad aria per una dozzina di minuti, oppure in forno. Da provare!
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Sformatini di patate con cuore di stracciatella in friggitrice ad aria
Cosa ci occorre per gli sformatini di patate
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- 400 g patate
- 120 g stracciatella
- 30 g olio extravergine d’oliva
- 30 g Parmigiano a dadini o grattugiato
- 1 uovo
- 1 cucchiaino di sale
- Olio extravergine d’oliva q.b. per gli stampini
Come preparare gli sformatini di patate con cuore di stracciatella
- Pelare le patate, tagliarle a cubetti e lessarle in acqua leggermente salata per circa 18-20 minuti, finché diventano morbide.
- Scolarle bene e lasciarle intiepidire qualche minuto, così perdono parte del vapore.
- Schiacciare le patate con uno schiacciapatate o con una forchetta, fino a ottenere una purea senza pezzi troppo grandi.
- Aggiungere l’olio extravergine d’oliva, il Parmigiano, l’uovo e il sale. Mescolare con una spatola fino a ottenere un composto morbido ma abbastanza compatto da stare negli stampini.
- Ungere leggermente stampini o pirottini adatti alla friggitrice ad aria.
- Distribuire sul fondo un primo strato di composto di patate. Creare un piccolo incavo al centro e aggiungere la stracciatella, senza arrivare ai bordi.
- Coprire con altro composto di patate e livellare delicatamente la superficie.
Come cuocerli
- Cuocere in friggitrice ad aria preriscaldata a 180°C per 12-14 minuti, finché gli sformatini saranno dorati in superficie.
- In alternativa, cuocere in forno a 190°C per 20-25 minuti.
- Lasciare riposare per 5 minuti prima di sformare, perché il cuore di stracciatella resta molto morbido.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

Stracciatella: il formaggio, il gelato e la minestra con lo stesso nome
Chiedete che cosa sia la stracciatella a un pugliese, a un bergamasco e a un romano, e le risposte non coincideranno affatto. Per il primo è un formaggio fresco e cremoso, per il secondo un gusto di gelato, per il terzo una minestra calda. Tutte devono il nome allo stesso verbo, stracciare, cioè ridurre a brandelli, e ognuna lo interpreta a modo suo.
La stracciatella degli sformatini è quella pugliese, legata soprattutto alla zona di Andria e della Murgia. Si prepara sfilacciando a mano la pasta filata, la stessa da cui nascono mozzarelle e trecce, in tanti piccoli lembi che vengono poi immersi nella panna fresca.
A Bergamo la stracciatella cambia completamente forma. Secondo la storia più accreditata, nel 1961 il gelatiere Enrico Panattoni della gelateria La Marianna ebbe l’idea di versare cioccolato fuso su una base di fior di latte appena mantecata. A contatto con il freddo, il cioccolato si solidificava rompendosi in tante scaglie irregolari. Il nome gli venne in mente pensando a una minestra romana, e così nacque uno dei gusti di gelato più amati d’Italia.
La minestra in questione è la stracciatella alla romana, un piatto della tradizione laziale legato soprattutto alle feste. Si prepara versando in un brodo di carne bollente un composto di uova sbattute, parmigiano, noce moscata e a volte un pizzico di semolino. Mescolando con una forchetta, le uova si rapprendono subito in tanti straccetti morbidi, da cui il nome. È una minestra semplice e confortante, che in molte famiglie si serve ancora nelle sere d’inverno o per recuperare il brodo avanzato dal bollito.
Tornando al formaggio, nella ricetta la stracciatella è usata in modo un po’ diverso dal solito, cioè cotta. Di norma la si aggiunge a crudo, perché il calore diretto tende a separare la panna dalla parte filata. Qui, invece, resta protetta da due strati di patate che fanno da guscio: la crosticina esterna si dora, mentre il centro si scalda dolcemente e rimane cremoso.