Il protagonista della ricetta di oggi ha un nome molto curioso: cappello del prete. Si tratta di un tipo di carne bovina che deve il suo nome alla forma, triangolare e leggermente schiacciata. Una forma che ricorda appunto il copricapo dei preti.
In sostanza è la spalla dell’animale, un taglio nobile che si presta alle lunghe cotture diventando particolarmente morbida.
E la ricetta di oggi infatti, proposta da In cucina con il cuore, prevede una cottura molto lunga, per un risultato che si scioglie in bocca. Anche il nome del piatto è curioso: peposo, ed è tipico della Toscana. Scopriamolo.
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Peposo
- tegame capiente
- cucchiaio di legno
- coltello
- tagliere
- 1 kg cappello del prete
- 500 ml vino rosso Chianti
- 4 spicchi d’aglio
- pepe in grani
- alloro q.b.
- olio extravergine d’oliva
- Tagliare il cappello del prete a tocchetti regolari di dimensioni simili in modo che la cottura sia uniforme. Sbucciare gli spicchi d’aglio e schiacciarli leggermente per liberare profumo e aroma.
- Versare abbondante olio extravergine d’oliva nel tegame e scaldarlo a fuoco medio fino a quando comincia a sfrigolare leggermente. Aggiungere l’aglio e farlo dorare senza bruciarlo, mescolando di tanto in tanto per distribuire uniformemente il profumo nell’olio.
- Aggiungere i pezzi di carne e farli rosolare su tutti i lati fino a ottenere una leggera doratura uniforme. Questo passaggio è fondamentale per sigillare i succhi all’interno.
- Unire le foglie di alloro e qualche grano di pepe. Versare il vino rosso fino a coprire la carne per metà, mescolando delicatamente per amalgamare tutti gli aromi. Alzare leggermente la fiamma fino a sfiorare l’ebollizione, poi abbassarla immediatamente per cuocere a fuoco dolce.
- Coprire con un coperchio lasciando uno spiraglio per far evaporare lentamente l’alcol del vino.
- Lasciare cuocere la carne per almeno tre ore, mescolando di tanto in tanto e controllando che il liquido non si riduca troppo velocemente. Se necessario, aggiungere qualche cucchiaio di acqua o brodo per mantenere il fondo morbido.
- La carne è pronta quando diventa tenerissima e il fondo di cottura si è ben ristretto, trasformandosi in una salsa densa e profumata.
- Togliere l’alloro e trasferire la carne nei piatti di portata.

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Consigli utili
Se vuoi, puoi marinare la carne qualche ora prima con il vino, l’aglio e le spezie per intensificare il sapore.
Durante la cottura lenta, non avere fretta e mantieni la fiamma dolce, così la carne diventa morbida senza asciugarsi.
Puoi variare il pepe con pepe rosa o pepe misto per una nota aromatica diversa.
Questo piatto si presta ad essere preparato in anticipo e riscaldato, perché i sapori si amalgamano ancora di più e la carne diventa più buona. Servila comunque calda accompagnata da contorni semplici come purè di patate, polenta o verdure di stagione.
Buonissima,mi ricordo che la faceva così mia nonna.
Complimenti è ottima.
Grazie Francesca 🥰