Hanno un nome strano, i pisarei e fasò, ma altro non sono che gnocchi e fagioli. Con una particolarità: la pasta non è composta da farina, o farina e patate, come gli gnocchi a cui tutti siamo abituati. Per capire dobbiamo andare alle origini del piatto.
Siamo nel territorio piacentino che, come scrive cibotoday.it, essendo terra di confine (con Liguria, Lombardia e Piemonte), ha vissuto un miscuglio di tradizioni gastronomiche, come sempre accade in simili territori.
Un territorio che ai tempi accoglieva nelle sue taverne i pellegrini che attraversavano la Via Francigena, un itinerario che unisce Roma a Canterbury.
E queste taverne dovevano pur servire qualcosa, anche quando il cibo scarseggiava. Un ennesimo, tipico esempio del riuso, dell’arrangiare con quello che c’è: il pane raffermo, in questo caso. Unito ai legumi, sostanziosi e fonte di proteine più economiche della carne.
Oggi il pane raffermo viene sostituito dal pangrattato, ma il risultato è ugualmente un piatto che, soprattutto in inverno, rappresenta uno dei più saporiti comfort food da portare in tavola. Soprattutto, molto semplice da preparare, come vediamo dalla ricetta di La cucina di Bart.
Pisarei e fasò
- Ciotola
- pentola
- vassoio
- canovaccio
- Tegame
- Spianatoia
- 150 g farina
- 150 g pangrattato
- 250 ml acqua
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- guanciale
- olio extravergine
- sedano
- carote
- cipolla
- fagioli borlotti già cotti
- ½ barattolo passata di pomodoro
- acqua
- sale
- In una ciotola versare la farina setacciata e il pangrattato, mescolare e poi unire a filo l’acqua bollente, mescolando.
- Impastare per qualche minuto energicamente fino ad ottenere un panetto sodo e compatto.
- Trasferire su una spianatoia e, prelevando dei piccoli pezzi, formare dei cilindri non troppo spessi.
- Da questi ricavare dei tocchetti della grandezza di un fagiolo e premerli con il pollice per formare l’incavo.
- Man mano trasferire su un vassoio coperto da un canovaccio pulito.
- Tritare con un coltello carote, sedano e cipolla e farli soffriggere qualche istante in un tegame con un po’ di olio, quindi unire il guanciale tagliato a listarelle e lasciarlo sciogliere.
- Mescolare e aggiungere anche i fagioli già cotti, la passata di pomodoro e un po’ di acqua, aggiustare di sale quindi cuocere per una ventina di minuti in modo da insaporire tutto, aggiungendo altra acqua se serve.
- Nel frattempo portare a bollore una pentola piena di acqua salata.
- Cuocere i pisarei fino a che salgono in superficie, prendendoli con una schiumarola e trasferendoli nel tegame con i fagioli.
- Mescolare delicatamente e servire subito
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- I pisarei si conservano in frigo per un giorno o in alternativa si possono congelare già porzionati, senza condimento, da cuocere senza lasciar scongelare.

Consigli utili
Alcuni suggeriscono di avvolgere l’impasto con pellicola e lasciarlo riposare almeno un’oretta per farlo rassodare bene.
In principio i pisarei si ottenevano staccando semplicemente dei pezzetti dall’impasto e premendoli con due dita per formare l’incavo, senza creare i cilindri. Potresti fare così per una versione più sprint.
Per dare più sapore al piatto puoi unire pezzetti di salsiccia sbriciolata al sugo con i fagioli, o servire con una spolverata di parmigiano reggiano grattugiato.