C’è un profumo che in Abruzzo racconta la Pasqua prima ancora che arrivi: quello dolce e avvolgente della pizza di Pasqua, che esce piano piano dai forni e si diffonde per tutta la casa, mentre fuori l’aria profuma di primavera. Non lasciarti confondere dal nome: non è una pizza nel senso classico, ma un lievitato dolce, soffice e profumato, arricchito con sambuca, vaniglia e scorze di limone. Ogni famiglia ha la sua ricetta, custodita gelosamente e tramandata come un piccolo tesoro.
In tante case abruzzesi la si prepara nei giorni che precedono la domenica di Pasqua, spesso il Venerdì Santo, ed è un rito che sa di tradizione, di gesti lenti, di mani infarinate e di pazienza. La mattina di Pasqua, poi, si porta in tavola con salumi, uova sode, vino rosso e tanta voglia di stare insieme. È uno di quei dolci che non stanca mai, che mangi a colazione, a merenda, dopo pranzo… anche solo per il piacere di sentire quel profumo.
Prepararla è un po’ come tornare indietro nel tempo, ma con il piacere di farlo nella propria cucina. Serve tempo, sì, ma regala soddisfazioni che durano giorni. Se cerchi una ricetta che profumi di buono, che unisca le persone e che porti con sé il calore di una vera festa, questa è quella giusta.
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Pizza di Pasqua abruzzese
- 5 uova
- 5 cucchiai zucchero
- 5 cucchiai olio extravergine di oliva
- Buccia grattugiata di 1 limone bio
- 1 baccello vaniglia oppure 1 bustina vanillina
- 1 panetto lievito di birra
- 1 bicchiere sambuca oppure liquore di anice
- 250 ml latte tiepido
- Farina quanto basta circa 1,5 kg
- 1 pizzico sale
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- 100 g zucchero a velo
- 2 cucchiai acqua
- Codette colorate quanto basta
- Scaldare leggermente il latte senza portarlo a ebollizione. Sciogliere il panetto di lievito di birra nel latte tiepido, mescolando finché non si sarà completamente dissolto.
- Sbattere le uova in una ciotola capiente insieme allo zucchero. Lavorare a lungo il composto per renderlo gonfio e spumoso, favorendo così una migliore lievitazione.
- Aggiungere al composto di uova e zucchero l’olio extravergine di oliva, il bicchiere di sambuca (o liquore di anice), la buccia di limone grattugiata, l’interno del baccello di vaniglia (oppure la vanillina) e un pizzico di sale. Mescolare delicatamente.
- Versare il latte tiepido, in cui è stato sciolto il lievito, all’interno della ciotola. Continuare a mescolare con cura per amalgamare bene tutti gli ingredienti.
- Unire la farina setacciandola poco alla volta e impastare fino a ottenere un composto omogeneo ed elastico. Se necessario, regolare la quantità di farina per raggiungere la giusta consistenza: l’impasto deve risultare morbido ma non appiccicoso.
- Porre l’impasto in una ciotola, coprirlo con un canovaccio pulito o con pellicola per alimenti e lasciarlo riposare in un luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria. Attendere almeno 3 ore o fino al raddoppio del volume.
- Una volta completata la prima lievitazione, dividere l’impasto in due parti uguali. Modellare ogni parte dandole la forma di una pizza dolce e adagiarla su una teglia rivestita di carta da forno.
- Lasciare lievitare nuovamente le due pizze per circa 30 minuti o finché non risultano ben gonfie. Durante questa fase, coprirle leggermente per evitare che si secchino in superficie.
- Bagnare leggermente le mani con acqua tiepida e passare con delicatezza sulla superficie delle pizze. Preriscaldare il forno a 200 °C. Infornare e cuocere per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 180 °C e proseguire per altri 30 minuti circa. Verificare che la superficie sia dorata e leggermente scura prima di sfornare.
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- Mescolare 100 g di zucchero a velo con 2 cucchiai di acqua per ottenere una glassa fluida. Distribuirla sulla superficie delle pizze appena sfornate e ancora tiepide, poi decorare con codette colorate a piacere.
Consigli e idee per personalizzare la ricetta
- Inserire spezie nell’impasto – Aggiungere semi di anice o cannella per un aroma ancora più caratteristico.
- Variare il liquore – Se non ami l’anice, prova liquori più delicati come vaniglia o amaretto.
- Sostituire la glassa – Realizzare una copertura al cioccolato fondente o al latte, per un tocco più goloso.
- Aggiunta di frutta secca – Unire mandorle, nocciole o pinoli tritati per arricchire di croccantezza.
- Formine alternative – Realizzare piccole palline dolci da servire come monoporzione, ideali per buffet o merende.
Tabella delle sostituzioni e personalizzazioni
| Ingrediente originale | Sostituzione | Motivo |
|---|---|---|
| Sambuca | Liquore alla vaniglia | Per un sapore più delicato e meno alcolico |
| Limone bio | Arancia bio | Per un aroma agrumato diverso |
| Zucchero semolato | Zucchero di canna | Per un leggero retrogusto caramellato e meno raffinato |
| Olio extravergine di oliva | Olio di semi | Per un sapore più neutro |
| Latte vaccino | Latte vegetale (mandorla/soia) | Per chi è intollerante al lattosio o segue un’alimentazione vegana |
Conservazione
Per conservare al meglio la pizza di pasqua, avvolgerla in un panno pulito o riporla in un sacchetto per alimenti ben sigillato, mantenendola soffice per 2-3 giorni. In alternativa, è possibile tagliarla a fette, congelarle e scaldarle all’occorrenza in forno a bassa temperatura per qualche minuto.
Abbinamenti consigliati
- Tè o tisana: le bevande calde esaltano il dolce aroma della pasta.
- Spalmabile golosa: confettura di frutta o crema di nocciole per completare la colazione.
- Colazione speciale: abbinata a un succo di frutta e una macedonia per un pasto equilibrato.
Valori nutrizionali e porzioni
Questa ricetta permette di ottenere 2 pizze di pasqua, ognuna sufficiente per 8 fette.
Valori nutrizionali indicativi per fetta (su 16 fette totali):
- Calorie: 220 kcal
- Proteine: 6 g
- Grassi: 5 g
- Carboidrati: 35 g
Curiosità
La tradizione della pizza di pasqua è radicata in diverse regioni italiane, soprattutto in Umbria e Marche, dove si abbina spesso a salumi e formaggi. Questo contrasto tra dolce e salato è una peculiarità che racconta l’antica abitudine di consumarla al mattino del giorno di Pasqua, dopo la lunga veglia, per festeggiare la fine del digiuno quaresimale.
Domande frequenti
Montare bene uova e zucchero e assicurarsi di lavorare l’impasto a lungo, così da incorporare aria e favorire una lievitazione ottimale.
Sì, la presenza dello zucchero nell’impasto tende a far caramellare la superficie. L’importante è non farla bruciare.
Sì, ma i tempi di lievitazione potrebbero allungarsi notevolmente. Regolarsi in base alla forza del proprio lievito madre.
Aggiungere poca farina alla volta, ma senza eccedere: l’impasto deve rimanere morbido per un risultato soffice.
Sì, basta sostituire il liquore con pari quantità di latte o acqua, ottenendo un gusto più delicato.
Errori da evitare
- Non rispettare i tempi di lievitazione: abbreviarli rischia di compromettere la morbidezza del dolce.
- Aggiungere troppa farina: rende l’impasto duro e stopposo, riducendo la sofficità finale.
- Aprire il forno prima del dovuto: gli sbalzi di temperatura possono bloccare la crescita dell’impasto.
- Cuocere a temperatura errata: iniziare a 200 °C e poi abbassare a 180 °C è fondamentale per una cottura uniforme.
- Tralasciare la fase di inumidimento: un passaggio semplice ma utile a donare morbidezza alla superficie.
Il tocco in più
Aggiungere dei semi di anice o anice stellato direttamente nell’impasto per esaltarne ulteriormente l’aroma. Questo piccolo segreto rende il dolce ancora più profumato e caratteristico, lasciando stupiti anche i palati più esigenti.