La Babka è uno di quei lievitati che richiede pazienza, ma che ripaga al primo taglio con il suo incredibile gioco di intrecci e cioccolato. Nonostante il nome richiami le “nonne” dell’Est Europa (dal termine babcia), la versione che conosciamo oggi con il ripieno fondente è diventata un’icona grazie alla comunità ebraica di New York. Questa è una ricetta ottima da fare con il Bimby: l’abbiamo trovata su Instagram, ed è una vera e propria bontà, con la tipica consistenza spugnosa che la rende perfetta da inzuppare o da gustare a fette durante una colazione lenta. Con la ricetta di seguito, usando il classico stampo per plumcake, potrete ottenere ben due babke, una per voi e una – perché no! – da regalare a una persona cara.
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Babka con il Bimby
- 500/530 g farina 00
- 150 g burro deve essere morbido e a tocchetti
- 120 g acqua
- 100 g zucchero di canna
- 14 g lievito di birra disidratato
- 3 uova
- 2 pizzichi di sale
- 1 arancia per la scorza
- 130 g cioccolato fondente a pezzi
- 120 g burro morbido sempre a tocchetti
- 60 g zucchero di canna
- 30 g cacao amaro in polvere
- 200 g zucchero di canna
- 100 g acqua
- 100 g noci pecan
- Versare nel boccale del Bimby l’acqua, lo zucchero di canna e il lievito, quindi azionare per 3 minuti a 37 gradi velocità 1, per attivare il lievito.
- Unire le uova e la scorza d’arancia grattugiata, aggiungere la farina 00 e avviare la modalità Spiga per 2 minuti.
- Inserire il sale e continuare a impastare in modalità Spiga per 5 minuti senza misurino, aggiungendo dal foro del coperchio il burro morbido poco alla volta, lasciando che venga completamente assorbito.
- Trasferire l’impasto sul piano di lavoro, lavorare brevemente per compattarlo e sistemarlo in un recipiente ampio leggermente oliato.
- Coprire con pellicola e lasciare riposare in frigorifero per almeno otto ore, quindi riportare a temperatura ambiente e trasferire in forno spento con luce accesa per circa due o tre ore, fino al raddoppio del volume.
- Preparare il ripieno inserendo nel boccale il cioccolato fondente a pezzi e tritare per 10 secondi a velocità 5, raccogliere sul fondo e aggiungere il cacao amaro, lo zucchero di canna e il burro morbido.
- Sciogliere il tutto per 5 minuti a 50 gradi velocità 2, ottenendo una crema liscia e spalmabile.
- Ungere accuratamente due stampi da plumcake e metterli da parte.
- Riprendere l’impasto dopo la lievitazione, separarlo in due porzioni dello stesso peso e stendere ognuna su una superficie leggermente spolverata di farina, aiutandosi con il mattarello fino a ottenere due superfici rettangolari di dimensioni simili (devono essere di circa 40×30 cm).
- Spalmare il ripieno al cioccolato su ciascuna base, lasciando libero un margine lungo tutto il perimetro (2 cm a partire dal bordo), quindi distribuire sopra le noci pecan spezzate.
- Arrotolare ogni rettangolo partendo dal lato più lungo fino a formare dei filoncini.
- Incidere ciascun rotolo per il lungo lasciando una delle estremità attaccata, poi intrecciare le due parti ottenute mantenendo la parte tagliata rivolta verso l’alto.
- Sistemare le preparazioni negli stampi precedentemente unti, coprire e lasciare riposare fino a quando il volume risulterà raddoppiato.
- Preriscaldare il forno a 170 gradi.
- Cuocere le babke per circa 30 minuti in forno statico.
- Nel frattempo preparare lo sciroppo versando nel boccale del Bimby l’acqua e lo zucchero di canna e scaldare per 5 minuti a temperatura Varoma velocità 1.
- Estrarre le babke dal forno e spennellare subito la superficie con lo sciroppo caldo.
- Attendere che il dolce si freddi prima di servire: profumato e irresistibilmente soffice.

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La storia della Babka: le origini
Originariamente la Babka era meno scenografica: veniva preparata con gli avanzi dell’impasto della Challah (il pane del sabato) farcito semplicemente con marmellata o cannella. Poi, è diventato un dolce quasi monumentale, arricchito con cioccolato, burro e noci pecan. Non è una torta da preparare all’ultimo minuto, visto il lungo riposo in frigorifero che serve a sviluppare gli aromi e a rendere l’impasto facile da intrecciare senza che si scaldi troppo. È il dolce simbolo della convivialità: si mette a centro tavola e si condivide, fetta dopo fetta, magari accompagnata da un caffè, un cappuccino, un tè o una spremuta fresca.