Possiamo già sentire il profumo di cannella che si sprigiona dal forno e dei cornetti soffici, lievitati e golosi, ma in versione sana, vegan e senza zucchero. Questi cornetti, una ricetta davvero wow vista sui social e testata, uniscono due mondi: il croissant e il cinnamon roll, con un impasto morbido arricchito da purea di mele, una farcia di cannella ed eritritolo bruno, e una glassa profumata al limone.
Cornetti “Cinnamon Roll”
Cosa ci occorre per i cornetti alla cannella
Per l’impasto
- 500 g farina media forza tipo 0
- Circa 200 g latte di soia senza zucchero a temperatura ambiente
- 80 g purea di mele
- 50 g olio di cocco o burro vegetale oppure burro delattosato se non serve una versione vegan
- 40 g eritritolo a velo
- 20 g Fiber Syrup non sostituibile (è uno sciroppo a base di fibre, e si trova su Amazon)
- 17 g lievito di birra fresco
- 1 g sale
- Dolcificante liquido q.b.
- Vaniglia q.b.
Per la farcia
- Burro vegetale morbido q.b. oppure burro delattosato se non serve una versione vegan
- Eritritolo bruno q.b.
- Cannella in polvere q.b.
Per la glassa
- 160 g eritritolo a velo
- 40 g latte vegetale senza zucchero caldo oppure latte delattosato
- 10 g succo di limone
- Vaniglia q.b.
Come preparare i cornetti alla cannella con glassa
- Tenere il latte di soia a temperatura ambiente.
- In un recipiente capiente raccogliere la farina tipo 0, l’eritritolo a velo, il Fiber Syrup, la purea di mele, la vaniglia, il dolcificante liquido, il lievito di birra fresco sbriciolato, l’olio di cocco o il burro vegetale e il sale.
- Aggiungere il latte poco alla volta e iniziare a impastare.
- Lavorare finché il composto diventa liscio, elastico e omogeneo. Se serve, aggiungere ancora pochissimo latte, sempre gradualmente.
- Formare un panetto, sistemarlo in un recipiente pulito e coprirlo. Lasciare lievitare fino al raddoppio: il tempo può cambiare in base alla temperatura della stanza.
Dopo il tempo di riposo…
- Preparare la farcia mescolando il burro vegetale morbido, oppure delattosato se non serve una versione vegan, con eritritolo bruno e cannella in polvere; le dosi vanno molto a occhio, quindi usarne quanto basta per coprire la superficie dell’impasto.
- Quando l’impasto è lievitato, trasferirlo sul piano di lavoro e stenderlo sul piano leggermente infarinato con un mattarello, formando un rettangolo di circa 35×45 cm e spesso 4-5 mm.
- Distribuire la farcia alla cannella sulla superficie, lasciando libero circa 1 cm lungo i bordi.
- Con una rotella o un coltello affilato, tagliare il rettangolo in triangoli lunghi: per ottenere 10 cornetti, fare triangoli con base di circa 8-9 cm; per cornetti più grandi, ricavarne 8 con base di circa 10-11 cm.
- Prendere un triangolo alla volta, praticare un piccolo taglio di circa 1 cm al centro della base larga, poi arrotolare partendo dalla base e arrivando alla punta. Tenere la punta sotto il cornetto, così in cottura non si apre.
- Curvare leggermente le estremità verso l’interno e sistemare i cornetti sulla teglia rivestita con carta forno, lasciando almeno 4-5 cm di spazio tra uno e l’altro.
- Mettere la teglia nel forno spento con la luce accesa e lasciare riposare per circa 30 minuti. I cornetti dovranno gonfiarsi quasi fino al raddoppio, ma il tempo può variare in base a temperatura e umidità.
Come cuocerli
- Togliere la teglia con i cornetti dal forno e preriscaldare a 180°C.
- Cuocere in forno a 180°C per 20-25 minuti, controllando la doratura negli ultimi minuti.
- Preparare la glassa mescolando eritritolo a velo, latte vegetale caldo, succo di limone e vaniglia.
- Distribuire la glassa sui cornetti ancora tiepidi, così aderirà meglio alla superficie.
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Il croissant: la sorprendente storia del cornetto che non è francese
I cornetti, o croissant, sono uno dei simboli della colazione per eccellenza, associati nell’immaginario di tutti alla Francia e alla sua raffinata pasticceria. Eppure, la vera storia di questo dolce lievitato riserva una sorpresa che spiazza molti: il croissant, con ogni probabilità, non è nato affatto in Francia.
La leggenda più diffusa e affascinante fa risalire l’origine del croissant a Vienna, in Austria, e lo lega a un evento storico preciso: l’assedio di Vienna da parte dell’Impero ottomano, nel 1683. Secondo questo racconto, dopo che la città riuscì a resistere e a respingere gli assedianti turchi, i fornai viennesi avrebbero creato un dolce a forma di mezzaluna, il simbolo presente sulle bandiere ottomane, per celebrare la vittoria. Mangiare quel dolce a forma di mezzaluna sarebbe stato un modo simbolico di “divorare” il nemico sconfitto.
Da qui sarebbe nato il “kipferl“, l’antenato austriaco del croissant, un dolce a forma di mezzaluna che fa parte della tradizione viennese da secoli.
Come sarebbe arrivato, allora, in Francia, dove è diventato un’icona? Parliamo di un’altra figura storica: Maria Antonietta, l’arciduchessa austriaca che divenne regina di Francia sposando Luigi XVI. Secondo la tradizione, sarebbe stata proprio lei, nostalgica dei sapori della sua terra d’origine, a portare il kipferl austriaco alla corte francese nel Settecento. I pasticceri francesi lo avrebbero poi reinterpretato e perfezionato, trasformandolo nel croissant che conosciamo oggi, realizzato con la ricca pasta sfoglia lievitata, burrosa e friabile, che è diventata la sua caratteristica distintiva.
È bene precisare che queste sono soprattutto leggende, affascinanti ma non sempre confermate con certezza dalle fonti storiche. Quello che è certo è che il dolce a forma di mezzaluna ha radici nell’Europa centrale, e in particolare nella tradizione austriaca, e che è stato poi in Francia che ha assunto la forma raffinata del croissant moderno, diventando un simbolo della pasticceria francese e diffondendosi da lì in tutto il mondo.
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In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.




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