Una pasta frolla, ma salata. Questa base si prepara come una normale pasta frolla – farina, grasso, uovo lavorati velocemente – ma senza zucchero, sostituito da Parmigiano grattugiato, rosmarino, sale e pepe. Da questa ottima ricetta vista sui social otteniamo un impasto versatile e profumato, che diventa la base di torte salate, quiche, o si ritaglia in biscotti da aperitivo.
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Una base jolly da tenere in repertorio: foderata in una tortiera diventa il guscio di una quiche o di una torta salata, stesa e ritagliata diventa biscotti o crackers da servire con salumi, formaggi, creme. Versatile, saporita, facile. Da cuocere secondo l’uso: più a lungo per una torta, meno per i biscotti. Un impasto profumato che apre a tante preparazioni salate, con quel gusto di parmigiano e rosmarino che la rende speciale già da sola.
Frolla salata Parmigiano e rosmarino con il Bimby
- 1 Tortiera da 22-24 cm
- 210-220 g farina tipo 1 oppure farina preferita
- 50 ml acqua fredda
- 35 ml olio di semi
- 30 g Parmigiano grattugiato
- 1 uovo
- 1 rametto di rosmarino solo gli aghi
- Mezzo cucchiaino di sale
- Mezzo cucchiaino di pepe
- Lavare il rosmarino, asciugarlo molto bene e staccare gli aghi dal rametto. Tritarli finemente al coltello.
- Mettere nel boccale la farina tipo 1, l’acqua fredda, l’olio di semi, l’uovo, il Parmigiano grattugiato, il rosmarino, il sale e il pepe.
- Mescolare per 30 secondi a velocità 5.
- Controllare l’impasto. Se è troppo asciutto, aggiungere pochissima acqua fredda; se invece resta appiccicoso, unire poca farina. L’obiettivo è ottenere una frolla salata compatta e lavorabile.
- Raccogliere il composto sul piano, compattarlo con le mani e formare un panetto.
- Usarlo subito per una base salata oppure stenderlo per ricavare biscotti salati.
- Per una torta salata, stendere la frolla e sistemarla in uno stampo da 22-24 cm rivestito con carta forno. Farcire a piacere e cuocere a 180°C per circa 40 minuti.
- Per biscotti salati, stendere la frolla, ritagliare le forme e cuocere a 180°C per 15-20 minuti, controllando la doratura.

Frolla salata e frolla dolce: stessa tecnica, mondi diversi
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Quando si dice “pasta frolla” si pensa subito ai dolci: crostate, biscotti, basi per torte. Ma esiste anche la frolla salata, che della sua cugina dolce condivide la tecnica ma cambia completamente destinazione. Capire cosa le accomuna e cosa le distingue aiuta a usarle entrambe al meglio.
Cosa hanno in comune? Il metodo. Entrambe si basano sullo stesso principio: un impasto di farina e grasso (burro o olio), legato con uovo e/o liquidi, lavorato il meno possibile. La caratteristica della frolla, dolce o salata, è la friabilità: la consistenza che si sbriciola piacevolmente, ottenuta impastando velocemente senza sviluppare troppo il glutine. Se si lavora troppo l’impasto, la frolla diventa dura invece che friabile: vale per entrambe le versioni.
La differenza fondamentale è ovviamente lo zucchero. La frolla dolce contiene zucchero, spesso in quantità importante, che le dà dolcezza ma influisce anche sulla consistenza e sulla doratura. La frolla salata elimina lo zucchero e lo sostituisce con elementi salati e saporiti: sale, formaggio grattugiato, erbe, spezie.
Gli usi della frolla salata sono numerosi: come base per torte salate, foderata in una tortiera, cotta e riempita (o riempita e cotta) con verdure, formaggi, uova, salumi, diventa il guscio di quiche e torte rustiche. La frolla salata è più friabile e ricca della pasta brisée (l’altra base classica per torte salate), e dà un guscio croccante e saporito.
Come biscotti da aperitivo, stesa e ritagliata in forme, cotta, diventa crackers o biscottini salati da servire con formaggi, creme, salumi, o da sgranocchiare da soli. E possiamo anche usarla sempre come base per tartellette salate, per stuzzichini, per finger food.