Un pollo dai profumi orientali, con la croccantezza delle mandorle. Se non lo avete mai mangiato, è il momento di provare il petto di pollo a bocconcini allo zenzero fresco, alla salsa di soia e alle mandorle tostate, in una preparazione che ricorda i saltati asiatici ma cotta comodamente nel Bimby.
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Abbiamo visto la ricetta sui social e ci ha colpiti subito: un secondo saporito e diverso dal solito, con quel profumo d’Oriente dato dallo zenzero e dalla soia, e la sorpresa croccante delle mandorle. Perfetto servito con del riso bianco che raccolga la salsa, per un piatto completo.
Pollo mandorle e zenzero con il Bimby
Cosa ci occorre per il pollo mandorle e zenzero con il Bimby
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- 400 g petto di pollo a bocconcini
- 200 g brodo vegetale
- 70 g mandorle pelate
- 70 g cipollotti a pezzi
- 40 g salsa di soia
- 30 g zenzero fresco pelato
- 30 g olio extravergine d’oliva
- Amido di mais q.b.
- 1 pizzico di sale
Come preparare il pollo mandorle e zenzero con il Bimby
- Tagliare il petto di pollo a bocconcini di circa 3 cm. Passarli nell’amido di mais e scuoterli leggermente per eliminare l’eccesso.
- Senza aggiungere grassi, tostare le mandorle in un padellino antiaderente. Tenerle sul fuoco finché saranno appena dorate, poi trasferirle in un piatto.
- Mettere nel boccale 70 g di cipollotti puliti e tagliati a pezzi e 30 g di zenzero fresco pelato e tagliato a pezzetti. Tritare per 5 secondi a velocità 7. Riunire il trito sul fondo con la spatola.
- Versare l’olio extravergine d’oliva: azionare il Bimby per insaporire il tutto per 3 minuti a 120°C, velocità 1.
- Posizionare la farfalla. Unire il pollo infarinato con l’amido e insaporire per 5 minuti a 100°C, antiorario, velocità Soft.
- Aggiungere la salsa di soia, il brodo vegetale e le mandorle tostate. Infine, salare.
- Avviare la cottura per 15 minuti a 100°C, antiorario, velocità Soft.
- Al termine della cottura, rimuovere la farfalla con attenzione e servire il pollo caldo, con il suo fondo alle mandorle e zenzero.

Lo zenzero fresco: quanto metterne senza coprire tutto
Lo zenzero fresco è uno di quegli ingredienti che possono fare o rovinare un piatto, a seconda di quanto se ne usa. Ha un carattere forte, pungente, quasi aggressivo se esagerato, e imparare a dosarlo è essenziale.
Lo zenzero è la radice (o meglio il rizoma) di una pianta tropicale, e il suo sapore è inconfondibile: piccante in modo particolare – non come il peperoncino, ma con un calore pungente che sale – fresco, agrumato, leggermente resinoso. È molto potente, e una piccola quantità sprigiona già un aroma intenso.
Quanto metterne? La regola d’oro è la moderazione, soprattutto all’inizio. Un pezzetto di zenzero fresco delle dimensioni di un pollice, grattugiato o tritato finemente, è di solito sufficiente per un piatto per più persone. In questa ricetta, trenta grammi di zenzero fresco per quattrocento grammi di pollo danno una nota decisa ma equilibrata. È sempre meglio partire con meno e semmai aggiungere, perché lo zenzero in eccesso è difficile da correggere: rende il piatto pungente e amaro, coprendo tutto il resto.
C’è una differenza importante tra zenzero fresco e zenzero in polvere. Il fresco ha un sapore vivo, pungente, agrumato: più “sveglio” e intenso. Il secco (in polvere) è più caldo, terroso, meno pungente ma più concentrato in un certo senso, con un profilo aromatico diverso. Non sono intercambiabili in egual misura: se una ricetta chiede zenzero fresco e si usa quello in polvere, ne serve molto meno (indicativamente un quarto della quantità), e il risultato sarà comunque diverso. Per i piatti asiatici come questo, il fresco è quasi sempre preferibile, perché dà quella freschezza pungente caratteristica.
Come usarlo bene? Quello fresco va pelato (la buccia sottile si toglie facilmente raschiandola con un cucchiaino) e poi grattugiato o tritato finemente. Più è tritato fine, più distribuisce il suo sapore in modo uniforme.