Questo sì, è un dolce tanto soffice da farci sentire sempre felici: è la merenda perfetta per riciclare in modo goloso quel frutto ormai maturo che rischia di finire nel dimenticatoio. La banana schiacciata dolcifica naturalmente l’impasto e lo rende incredibilmente morbido, mentre una nota fresca di scorza di limone bilancia il tutto con profumo ed eleganza. E si cuoce in friggitrice ad aria, senza dover accendere il forno: l’abbiamo provato subito dopo aver visto la ricetta sui social.
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Banana bread in friggitrice ad aria
Cosa ci occorre per il banana bread in friggitrice ad aria
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- 115 g farina 00
- 1 banana matura
- 30 g yogurt greco senza lattosio
- 30 g olio extravergine d’oliva
- 1 uovo
- mezzo cucchiaino di bicarbonato
- Scorza di 1 limone
- Succo di limone q.b.
- 1 pizzico di sale
- Mirtilli freschi q.b.
Come preparare il banana bread in friggitrice ad aria
- Lavare i mirtilli e asciugarli molto bene.
- Sbucciare la banana e schiacciarla in un recipiente con una forchetta, fino a ottenere una purea morbida.
- Aggiungere l’uovo, lo yogurt greco senza lattosio, l’olio extravergine d’oliva e la scorza grattugiata del limone. Mescolare con una frusta a mano fino a rendere la base omogenea.
- Setacciare la farina 00 con il bicarbonato. Unire le polveri al composto di banana e aggiungere un pizzico di sale.
- Versare i mirtilli, amalgamarli con l'impasto, poi versare qualche goccia di succo di limone, così il bicarbonato si attiva meglio. Amalgamare brevemente, senza lavorare troppo il composto.
- Preparare uno stampo piccolo adatto alla friggitrice ad aria, rivestendolo con carta forno oppure ungendolo leggermente.
- Versare l’impasto nello stampo e livellare la superficie.
Come cuocerlo
- Cuocere in friggitrice ad aria a 160°C per circa 15 minuti. Fare la prova stecchino al centro: dovrà uscire asciutto, senza impasto crudo.
- Lasciare intiepidire prima di sformare.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

Il banana bread, il dolce anti-spreco nato dalla crisi
Il nome ci dice già cosa stiamo per mangiare: “banana bread”, ovvero “pane alla banana”. Un nome anglosassone per un dolce che di anglosassone ha tutto, comprese le origini. Dietro questo pane dolce morbido e umido, diventato ormai popolarissimo anche da noi e virale sui social, si cela infatti una storia affascinante che ci riporta indietro nel tempo, all’America dei primi decenni del Novecento, e che nasce all’insegna di un valore sempre attuale: non sprecare nulla.
Le prime tracce del banana bread, così come lo conosciamo, risalgono agli Stati Uniti degli anni Trenta, e la sua diffusione è legata a un periodo storico ben preciso: la Grande Depressione, la terribile crisi economica seguita al crollo del 1929. In quegli anni di enormi difficoltà, la parola d’ordine nelle case americane era una sola: non buttare via niente.
Ogni alimento era prezioso, e le banane, all’epoca considerate un frutto piuttosto costoso, non facevano eccezione. Fu così che le casalinghe più ingegnose iniziarono a escogitare un modo per non sprecare quelle banane ormai troppo mature e annerite, che nessuno voleva più mangiare a fine pasto: le trasformarono in un pane dolce.
Proprio in quegli anni si diffusero inoltre su larga scala nei supermercati il bicarbonato di sodio e il lievito chimico in polvere, ingredienti che rivoluzionarono la pasticceria casalinga, permettendo di preparare torte soffici in modo facile e veloce, senza le lunghe lievitazioni. Le aziende produttrici, per incentivarne le vendite, promuovevano tantissime nuove ricette, e il banana bread fu una di queste. Non a caso, uno dei primi ricettari a contenere le istruzioni per prepararlo fu un volume pubblicato da una nota azienda del settore nel 1933.