Pane ciambella croccante fuori e morbidissimo dentro: il trucco della semola che cambia davvero il risultato

Il pane ciambella è una di quelle preparazioni che ricordano subito i forni di una volta, con il profumo intenso della crosta rustica e quella consistenza morbida e ariosa che rende ogni fetta irresistibile. La forma ad anello non nasce solo per estetica: permette una cottura più uniforme e una crosta ben sviluppata anche nella parte centrale del pane.

La presenza della semola di grano duro regala un sapore più deciso e una superficie dorata e fragrante, mentre la lunga gestione dell’impasto con pieghe e riposi aiuta a ottenere una mollica piena di alveoli senza bisogno di lavorazioni complicate. Un pane semplice negli ingredienti ma ricco di carattere, perfetto da portare in tavola ancora tiepido.

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Pane ciambella

Chef: Caterina Di Girolamo
Un pane rustico dalla crosta croccante e dalla mollica soffice, preparato con semola e farina forte per un risultato fragrante e ben alveolato.
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Preparazione 20 minuti
Cottura 35 minuti
ore 35 minuti
Tempo totale 2 minuti
Portata Pane e Lievitati
Cucina Italiana
Porzioni 6 porzioni
Calorie 290 kcal
Attrezzatura
  • Ciotola capiente
  • mestolo
  • teglia da forno
Ingredienti  
Cosa occorre per preparare il pane ciambella
Per l’impasto
  • 300 g farina forte Manitoba
  • 150 g farina di semola di grano duro
  • 350 g acqua tiepida
  • 3 g lievito istantaneo
  • 10 g sale
  • 20 g olio extravergine di oliva
  • semola extra q.b.
Preparazione della ricetta
 
Come fare il pane ciambella
    Preparare l’impasto
    • Versare l’acqua tiepida in una ciotola capiente, aggiungere il lievito istantaneo e mescolare fino a scioglierlo completamente.
    • Unire l’olio extravergine di oliva e aggiungere poco alla volta la farina Manitoba e la semola precedentemente mescolate.
    • Mescolare con un mestolo per circa 1 o 2 minuti fino a ottenere un impasto grezzo e molto morbido.
    • Aggiungere il sale solo alla fine e continuare a impastare fino a incorporarlo completamente.
    Fare le pieghe
    • Coprire la ciotola con pellicola e lasciare riposare l’impasto per 30 minuti.
    • Eseguire un giro di pieghe portando i lembi dell’impasto verso il centro per quattro volte consecutive.
    • Lasciare riposare nuovamente per 45 minuti fino a ottenere un impasto più gonfio ed elastico.
    Formare il pane
    • Cospargere abbondante semola sul piano di lavoro e trasferire delicatamente l’impasto senza sgonfiarlo.
    • Allargare il centro dell’impasto con le mani fino a creare una forma simile a una grande ciambella.
    • Trasferire il pane su una teglia rivestita e lasciare lievitare ancora per 30 minuti coperto con un canovaccio.
      Pane ciambella
    Cuocere il pane
    • Preriscaldare il forno a 230 gradi inserendo un recipiente resistente al calore con acqua calda per creare il vapore.
    • Infornare il pane e cuocere per 15 minuti con il vapore presente nel forno.
    • Abbassare la temperatura a 200 gradi, rimuovere il recipiente con l’acqua e continuare la cottura per altri 15 o 20 minuti fino a ottenere una crosta ben dorata.
    • Lasciare raffreddare il pane su una griglia prima di tagliare.
    Conservazione
    • Conservare il pane in un sacchetto di carta o avvolto in un canovaccio pulito per mantenere la crosta fragrante più a lungo.
    Pane ciambella
    Pane ciambella

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    Quando la semola fa davvero la differenza

    La semola di grano duro assorbe più acqua rispetto a molte farine tradizionali e contribuisce a creare una crosta più croccante e rustica. Per questo motivo l’impasto appare inizialmente molto morbido: è normale e non bisogna aggiungere troppa farina extra durante le prime lavorazioni.

    Le pieghe servono proprio a dare struttura all’impasto senza stressarlo. Dopo ogni riposo il pane diventerà più elastico e sostenuto, trattenendo meglio l’aria sviluppata durante la lievitazione.

    Come ottenere una crosta davvero fragrante

    Il vapore nei primi minuti di cottura è fondamentale perché permette al pane di svilupparsi bene prima che la crosta si asciughi. Basta inserire una piccola teglia con acqua bollente nel forno già caldo oppure vaporizzare acqua sulle pareti del forno subito dopo avere infornato.

    La seconda fase senza vapore serve invece ad asciugare bene la superficie e rendere il pane croccante anche dopo il raffreddamento.

    Versioni adatte alle intolleranze

    Per una versione senza lattosio non occorre modificare nulla perché la ricetta ne è naturalmente priva.

    Per chi non può consumare uova questa preparazione è già perfetta così com’è, perché non ne contiene.

    Per una variante senza glutine bisogna invece utilizzare un mix specifico per pane gluten free ad alta idratazione, ricordando che consistenza e alveolatura saranno differenti rispetto alla versione classica.

    Gli errori che rischiano di rovinare la lievitazione

    Uno degli errori più frequenti è aggiungere troppa farina durante le pieghe perché l’impasto sembra appiccicoso. In realtà un impasto ben idratato è proprio ciò che permette di ottenere una mollica soffice e piena di alveoli.

    Anche lavorare il pane in modo aggressivo dopo la lievitazione finale può compromettere il risultato. L’impasto va maneggiato delicatamente per non perdere tutta l’aria sviluppata.

    Attenzione anche alla temperatura del forno: se troppo bassa il pane resterà pallido e poco sviluppato, mentre se troppo alta per tutta la cottura rischierà di scurirsi fuori rimanendo umido all’interno.

    Come riutilizzare il pane avanzato senza sprechi

    Il giorno dopo questo pane diventa perfetto per preparare bruschette croccanti, crostoni rustici oppure cubetti da tostare in forno per zuppe e vellutate.

    Tagliato a fette e leggermente tostato è ottimo anche con creme spalmabili salate, salumi o verdure grigliate. Se dovesse indurirsi troppo, basta passarlo pochi minuti in forno con un filo d’acqua per farlo tornare fragrante.

    — In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.

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