Questo pane ci riporta indietro nel tempo, a quando l’alimentazione era fatta di ciò che la natura offriva senza raffinazioni, senza farine lavorate e senza zuccheri. Al loro posto una quantità generosa di frutta secca e semi, che purtroppo oggi costano molto di più, tenuti insieme semplicemente dalle uova.
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Con questa ricetta otteniamo un pane croccante e compatto, ricchissimo di nutrienti, che ricorda quelli ai semi di ispirazione nordica sempre più amati da chi cerca un’alimentazione sana e bilanciata. Mandorle, noci pecan, macadamia, semi di zucca, sesamo chiaro e nero, un mix di piccoli semi: ogni fetta è un concentrato di grassi buoni, proteine e fibre. Possiamo gustarlo a colazione con un velo di miele o di crema spalmabile, oppure in versione salata accompagnato da formaggi e affettati. L’abbiamo preparato dopo aver visto la ricetta sui social, ed è davvero buono.
Pane di semi e frutta secca keto
- 100 g semi di sesamo chiaro
- 100 g semi di zucca
- 100 g semi misti tra lino, miglio, girasole o sesamo
- 100 g noci pecan
- 100 g mandorle non pelate
- 50 g noci di macadamia
- 50 g semi di sesamo nero
- 50 ml olio extravergine d’oliva
- 4 albumi
- 2 tuorli
- Erbe aromatiche q.b. oppure spezie q.b.
- Cannella in polvere q.b. facoltativa
- Sale q.b.
- Preparare uno stampo da plumcake rivestendolo con carta forno, facendola aderire bene anche agli angoli. Accendere il forno ventilato a 170°C.
- Tostare in padella il sesamo chiaro e quello nero per pochi minuti a fiamma dolce, mescolando spesso. Spegnere appena diventano profumati, senza farli scurire troppo.
- Tritare grossolanamente mandorle, noci pecan e macadamia, lasciandone anche qualche pezzo più grande per dare consistenza al pane.
- Riunire in una terrina la frutta secca tagliata, i semi di zucca, i semi misti e il sesamo tostato.
- Aggiungere un pizzico di sale e le erbe aromatiche o le spezie scelte.
- Per una versione più adatta alla colazione, profumare con poca cannella.
- Versare l’olio extravergine d’oliva e aggiungere albumi e tuorli.
- Mescolare con cura, finché la parte liquida avrà avvolto semi e frutta secca in modo uniforme.
- Trasferire il composto nello stampo e pressarlo bene con il dorso di un cucchiaio.
- La superficie deve risultare compatta, altrimenti il pane tenderà a sbriciolarsi dopo la cottura.
- Cuocere in forno ventilato a 170°C per circa 1 ora-1 ora e 10 minuti. Il pane sarà pronto quando apparirà asciutto, stabile e leggermente dorato.
- Lasciarlo raffreddare completamente nello stampo. Sformarlo solo quando sarà freddo, poi tagliarlo a fette con un coltello seghettato.
- Servire il pane keto al naturale, tostato, oppure accompagnato a creme salate, formaggi freschi o confetture senza zuccheri aggiunti.

Perché si chiama “pane età della pietra”
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Il nome di questo pane non è affatto casuale, ma racconta una vera e propria filosofia alimentare. Il richiamo all’età della pietra rimanda infatti a quel tipo di alimentazione, oggi molto in voga con il nome di dieta paleolitica o “paleo”, che si ispira a ciò che presumibilmente mangiavano i nostri antenati prima dell’avvento dell’agricoltura.
In quell’epoca lontana, l’uomo non conosceva ancora la coltivazione dei cereali e quindi non disponeva di farine, pane e derivati come li intendiamo oggi: si nutriva di ciò che trovava in natura, tra cui frutta secca, semi, uova, radici e prodotti della caccia. Ecco spiegato il senso di questo pane, che elimina completamente i cereali e le farine per basarsi esclusivamente su ingredienti che, in teoria, erano già disponibili in quell’era primitiva.
Ma la domanda sorge spontanea: senza farina, cosa tiene insieme tutti questi semi e questa frutta secca? Il merito è tutto delle uova. Per capirlo, dobbiamo osservare cosa accade durante la cottura. L’albume, la parte bianca, è composto in prevalenza da acqua e proteine: quando viene scaldato, quelle proteine coagulano, cioè passano dallo stato liquido a quello solido, formando una struttura soda e resistente.
I due tuorli, dal canto loro, apportano grassi e lecitina, una sostanza emulsionante che dona coesione e una consistenza meno secca. La lunga cottura, circa un’ora, è indispensabile: serve a far coagulare completamente le proteine e a tostare la frutta secca fino al cuore, esaltandone l’aroma. Un consiglio: lasciamo raffreddare del tutto il pane prima di affettarlo, perché è solo raffreddandosi che le proteine terminano di rassodarsi e la struttura raggiunge la compattezza necessaria per un taglio netto.