Un dolce per Natale? Sì, grazie, e allora prepariamo insieme le pasticelle di Battipaglia. Questo tipico dolce delle feste natalizie non è enormemente conosciuto come tanti altri: non è nemmeno una ricetta tipica campana, bensì è salernitana, soprattutto dei Paesi vicino il Cilento. Un dolce che descriverlo non è del tutto possibile, perché la sua bontà è davvero unica. Molto lungo da preparare, è ideale da fare insieme ai propri figli, così da mettersi alla prova in cucina. Dove, oltretutto, si sprigionerà un profumo delizioso tra arance, mandarino, cioccolato, caffè. Volete fare la differenza per queste feste di Natale? Allora regalate le pasticelle di Battipaglia: non ve ne pentirete.
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Pasticelle di Battipaglia
- 500 g farina
- 2 uova
- 80 g burro o strutto o 3-4 cucchiai di olio di mais
- 2 cucchiai colmi di zucchero
- 1 tazzina vino bianco o spumante
- 1 buccia di limone grattugiata
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina vanillina
- 1 pizzico lievito per dolci
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- 500 g castagne pesate da crude private della buccia dura
- 250 g cioccolato fondente oppure 250 g cacao amaro
- 250 g zucchero
- 3 tazze caffè bollente forte macchinetta grande
- 1/2 tazzina anice
- Bucce limone e mandarino tritate
- 50 g uvetta sultanina
- 20 g pinoli
- Olio per friggere
- Zucchero a velo o miele
- Zuccherini colorati
- Sbucciare le castagne e metterle in ammollo in acqua bollente per circa 40 minuti, consentendo il distacco della leggera residua buccia.
- Successivamente lessarle in abbondante acqua calda, ci vorranno almeno un paio di ore. Mantecarle con la forchetta e poi nello schiacciapatate, ottenendo una poltiglia farinosa da versare in una ciotola di porcellana abbastanza capiente.
- Sciogliere il cioccolato (o il cacao) nel caffè bollente e unirlo al purè di castagne con lo zucchero, l’anice, le bucce di limone e di mandarino tritate, il liquore, e, a piacere, i pinoli e l’uvetta.
- Mescolare bene il tutto; se l’impasto risulta troppo duro da mescolare, aggiungere un po’ di caffè. Lasciar riposare l’impasto e nel frattempo preparare la sfoglia come una comune pasta frolla.
- Mettere in una terrina la farina, le uova, la sugna (o l’olio di mais), la busta di vanillina, lo zucchero, il limone, le uova intere, il pizzico di lievito e tanto vino bianco o spumante quanto ne assorbe per ottenere una palla liscia e senza grumi.
- Far riposare in frigo per mezz’ora, facendo attenzione che la pasta non si secchi. Tirare la pasta con il matterello non troppo spessa o con la macchinetta fino a posizione 4.
- Ricavare dei dischi con un bicchiere o uno stampo: posizionare un cucchiaino (o di più, a seconda del vostro bicchiere!) di ripieno al centro di ogni disco, appoggiare un altro disco sopra e chiudere premendo bene sui bordi.
- Con un coltello (o una rotella) incidere i bordi fino a ottenere delle linguette, da piegare verso il centro una sì e una no. Importante: schiacciare bene nel punto della piega, altrimenti durante la frittura le pasticelle rischiano di aprirsi.
- Friggere le pasticelle in abbondante olio (extravergine di oliva o di mais o di arachide) per un paio di minuti, finché non si dorano da entrambi i lati.
- Poggiarle su un vassoio con carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e farle raffreddare.
- Prima di servire, spolverarle con zucchero a velo o guarnirle con miele e zuccherini colorati, a piacere. Buon appetito!
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