E se il nostro cioccolatino preferito, quello con il cuore bianco al cocco avvolto nel cioccolato, potesse trasformarsi in uno snack proteico e leggero? Abbiamo provato la ricetta dei bounty fatti in casa sui social: un ripieno morbido di yogurt greco, farina di cocco e un tocco di miele viene modellato in piccole barrette, poi ricoperto di cioccolato fondente che si rapprende in frigorifero creando il classico guscio croccante
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Golosi e facilissimi, sono la coccola furba per chi non vuole rinunciare al dolce. Dietro c’è una tendenza che sta spopolando: rifare in versione “fit” i dolci più amati.
Bounty fit allo yogurt greco
- 150 g yogurt greco
- 100 g cioccolato fondente al 70%
- 40 g farina di cocco degrassata
- 1 cucchiaino di miele
- Raccogliere in un recipiente lo yogurt greco, il miele e la farina di cocco degrassata. Mescolare con una spatola fino a ottenere un composto spesso e modellabile.
- Se l’impasto risulta troppo morbido, lasciarlo riposare 5 minuti: la farina di cocco assorbirà parte dell’umidità dello yogurt.
- Prelevare piccole porzioni di composto e formare circa 15 sfere con le mani leggermente umide.
- Sistemarle su un vassoio rivestito con carta forno e lasciarle in frigorifero per 10 minuti.
- Spezzettare il cioccolato fondente e scioglierlo. Per il bagnomaria, versare due dita d’acqua in un pentolino, portarla appena a fremere e appoggiare sopra un recipiente con il cioccolato, senza far toccare il fondo all’acqua. Mescolare finché sarà quasi sciolto, poi togliere dal calore e continuare a girare fino a renderlo fluido.
- Per il microonde, usare un recipiente adatto e scaldare per 20 secondi a potenza media. Mescolare e proseguire a intervalli di 10-15 secondi, fermandosi appena il cioccolato sarà liscio.
- Immergere ogni sfera nel cioccolato fuso (che prima va fatto intiepidire per qualche minuto), aiutandosi con una forchetta. Lasciare colare l’eccesso e rimettere i bounty sul vassoio. Spolverare con cocco rapè, se gradito.
- Trasferire in frigorifero per circa 1 ora, finché la copertura sarà stabile.
- Servire freddi.

Il Bounty, la barretta tropicale che divide da oltre settant’anni
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Poche barrette hanno un’identità così riconoscibile. Il Bounty nasce nel lontano 1951, creato dalla multinazionale americana Mars, la stessa di Snickers, Twix e M&M’s, e da allora è rimasto sostanzialmente immutato, segno di una formula azzeccata fin da subito. In Italia arriva un po’ più tardi, nel 1978, ma conquista rapidamente il pubblico, tanto da essere ancora oggi molto più amato qui e nel resto d’Europa che negli Stati Uniti, dove per decenni non è nemmeno stato venduto.
Il suo tratto distintivo è, ovviamente, il cocco: un ripieno umido, dolce e leggermente masticabile, racchiuso in uno strato spesso di cioccolato. La pubblicità del Bounty ha puntato da sempre su un immaginario tropicale ed esotico, con spot girati su isole caraibiche da cartolina, associando la barretta a un’idea di paradiso.
Non tutti sanno, però, che il Bounty è una delle rare barrette a contenere due pezzi separati in un’unica confezione. E si presenta in due varianti, distinguibili già dal colore dell’incarto: quella al cioccolato al latte, nella classica confezione azzurra, e quella al cioccolato fondente, avvolta nel rosso e prediletta dagli amanti dei sapori più intensi. .
Ma il Bounty è famoso anche per un altro motivo, quasi paradossale: è la barretta che divide come nessun’altra. C’è chi la adora e chi non la sopporta, al punto che è diventata proverbiale come “quella che resta sempre per ultima”. La spaccatura è tale che, qualche anno fa, la Mars ha perfino deciso di toglierla temporaneamente da una celebre confezione natalizia venduta nel Regno Unito, dopo un sondaggio in cui una fetta consistente di consumatori la bocciava. Un amore-odio che, in fondo, non ha fatto altro che alimentarne la fama.