La carota è probabilmente la verdura più sottovalutata delle nostre cucine. Finisce quasi sempre nel soffritto insieme a sedano e cipolla, oppure bollita come contorno triste da mangiare per dovere più che per piacere; eppure anche le carote sanno sorprendere. La doppia crosta di formaggio, una sotto e una sopra, crea due strati croccanti e dorati che racchiudono le carote tenere e speziate al centro.
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Quindici minuti in forno a 200°C e sono pronte, con il formaggio che forma la crosticina dorata e le carote che restano tenere ma ancora consistenti sotto. Un contorno veloce che accompagna carne, pesce, uova, o che si mangia da solo, come stuzzichino, davanti a un aperitivo. Dopo aver visto la ricetta sui social, ci siamo subito lasciate tentare: davvero saporite.
Carote gratinate al formaggio con paprika e peperoncino
- 2 carote
- 120 g formaggio grattugiato parmigiano o mix a piacere
- 1 cucchiaino di paprika affumicata
- 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
- 1 pizzico di peperoncino
- Sale q.b.
- Pepe nero q.b.
- Pelare le carote e tagliarle a fette di circa mezzo centimetro, cercando di mantenerle simili tra loro per avere una cottura uniforme.
- Trasferire le carote in un recipiente e condirle con olio extravergine d’oliva, paprika affumicata, peperoncino, sale e pepe nero.
- Mescolare bene, così le spezie si distribuiscono su tutte le fette.
- Rivestire una teglia con carta forno e distribuire sulla base una parte del formaggio grattugiato.
- Sistemare sopra le carote in un solo strato, poi completare con il formaggio rimasto e con l’eventuale olio speziato rimasto nel recipiente.
- Preriscaldare il forno a 200°C.
- Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa 15 minuti, finché il formaggio forma una crosticina dorata e le carote risultano tenere ma ancora consistenti.
- Lasciare riposare qualche minuto prima di staccarle dalla carta forno, perché il formaggio caldo sarà ancora morbido.

Le carote in cucina, oltre il soffritto
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La carota ha una storia lunga e curiosa, e il suo colore arancione – che oggi diamo per scontato – è più recente di quanto si pensi. Le carote coltivate anticamente, nell’area della Persia e dell’Asia centrale da cui la carota proviene, erano di colore viola o giallo, non arancione. La carota arancione come la conosciamo oggi è nata in Olanda nel XVI-XVII secolo, quando i coltivatori olandesi selezionarono e incrociarono le varietà per ottenere il colore arancione, secondo una tradizione popolare, in omaggio alla casata reale degli Orange-Nassau, anche se gli storici discutono su quanto ci sia di vero in questa leggenda.
Il colore arancione deriva dal betacarotene, il pigmento che il nostro corpo trasforma in vitamina A, e che rende la carota uno degli ortaggi più ricchi di questo prezioso nutriente. Oggi esistono ancora carote di colori diversi – viola, gialle, bianche, rosse – che si trovano nei mercati più forniti e nei negozi bio, e che stanno tornando di moda per l’aspetto scenografico che danno ai piatti.
I modi di cucinare la carota come protagonista, e non come semplice comprimario del soffritto, sono davvero tanti. Le carote arrosto, per esempio, tagliate a bastoncini o lasciate intere (se piccole), condite con olio, sale, erbe e spezie, e cotte in forno o in friggitrice ad aria fino a caramellare i bordi. E sono ottime anche le carote glassate, un grande classico della cucina francese e internazionale.