Queste focaccine si impastano in cinque minuti, si schiacciano con le mani e si cuociono direttamente in padella, coperte con un coperchio, come se fossero delle piccole piadine soffici. Così diventano morbide, profumate e sorprendentemente leggere, grazie a due ingredienti: la ricotta, che dona umidità all’impasto, e la zucchina grattugiata, che dà sapore e colore.
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Le possiamo farcire come più ci piace, da gustare al naturale ancora tiepide o da portare a un picnic, queste focaccine sono anche una soluzione furba; la versione con ricotta senza lattosio le rende adatte anche a chi ha problemi di intolleranza, senza rinunciare al gusto. Un impasto versatile che possiamo personalizzare con erbe aromatiche, spezie o altri ortaggi a piacere, che abbiamo scoperto sui social (e testato a casa).
Focaccine di ricotta e zucchine in padella
- 350 g farina 00
- 200 g ricotta senza lattosio
- 1 zucchina
- 50 ml olio extravergine d’oliva
- 16 g lievito istantaneo
- 4 g sale
- Lavare la zucchina, eliminare le estremità e grattugiarla finemente.
- Versare in una terrina la farina, il lievito istantaneo e il sale. Aggiungere la ricotta, l’olio extravergine d’oliva e la zucchina grattugiata.
- Impastare prima con un cucchiaio e poi con le mani, fino a ottenere un panetto morbido.
- Dividere l’impasto in 7 parti e modellare ogni porzione in un disco non troppo sottile, schiacciandolo con i palmi.
- Scaldare una padella antiaderente su fiamma medio-bassa. Sistemare le focaccine, poche alla volta, e coprire con il coperchio.
- Cuocere per circa 6 minuti per lato, girandole quando la base è dorata e la superficie inizia a stabilizzarsi. Proseguire finché saranno cotte anche al centro.
- Servire le focaccine calde o tiepide, al naturale oppure farcite con salumi, formaggi freschi o verdure grigliate.

Pane e focacce in padella: una tradizione antica che riscopriamo oggi
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Cuocere il pane e la focaccia in padella, senza forno, potrebbe sembrare una trovata moderna nata dall’esigenza di fare in fretta o di non scaldare la cucina d’estate. In realtà, questa tecnica è antichissima, precedente addirittura alla diffusione capillare dei forni domestici come li conosciamo oggi.
Per moltissimi secoli, infatti, la maggior parte delle famiglie, soprattutto quelle contadine e meno abbienti, non disponeva di un forno in casa. La cottura del pane in forno era spesso un’attività comunitaria, che si svolgeva nei forni pubblici del villaggio, oppure una pratica riservata a poche occasioni.
Per il consumo quotidiano, invece, si ricorreva a metodi di cottura più semplici e immediati, come la piastra rovente, la pietra calda o, appunto, la padella posta direttamente sulla fiamma o sulla brace. Da questa necessità sono nate innumerevoli specialità di “pane piatto” cotto su superfici calde, diffuso in tutte le culture del mondo.
Pensiamo alla piadina romagnola, cotta tradizionalmente sul testo, un disco di terracotta o metallo arroventato; alla tigella e alla crescentina dell’Emilia; alle focacce e alle schiacciate cotte sulla pietra; per non parlare delle innumerevoli varianti internazionali, dalle tortillas messicane al pane orientale cotto su piastre roventi.
Tutti questi prodotti condividono la stessa filosofia: un impasto semplice, spesso non lievitato o lievitato pochissimo, cotto rapidamente su una fonte di calore diretta. Un metodo semplice e geniale, che ci ricorda come, prima dell’avvento della tecnologia moderna, la sapienza popolare avesse già trovato soluzioni ingegnose e gustose per portare in tavola il pane di ogni giorno.