La crema di datterini a crudo è a dir poco perfetta per la pasta fredda. Non pomodorini interi mescolati alla pasta, come nella versione classica, ma pomodorini frullati che diventano una vera e propria salsa.
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Il resto degli ingredienti freschi – la rucola, le olive, le scaglie di grana padano o parmigiano reggiano, i pomodorini lasciati a pezzi come contrasto di consistenza – si aggiunge sopra la pasta già condita, mantenendo la propria identità senza essere frullato con la crema. Eravamo in cerca di primi da fare in questa estate caldissima: ci siamo lasciati tentare (e per fortuna) da una ricetta sui social che si fa così.
Pasta fredda con crema di datterini, rucola e olive
- 200 g pomodorini datterini
- 180 g pasta corta tipo trecce busiate, casarecce
- 40 g parmigiano reggiano o grana padano grattugiato
- 40 g olive
- 30 g rucola
- 20 g parmigiano reggiano o grana padano a scaglie
- Basilico fresco q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Peperoncino q.b.
- Pepe nero q.b.
- Sale q.b.
- Mettere sul fuoco la pentola per la pasta, portare l’acqua al bollore, salare e cuocere il formato scelto, scolandola al dente.
- Disporre poi la pasta in un recipiente ampio, condirla con un filo di olio extravergine d’oliva e lasciarla intiepidira.
- Lavare i datterini e dividerli in due gruppi: tenerne una parte a pezzi per il condimento fresco e trasferire il resto nel mixer.
- Frullare i datterini nel mixer con parmigiano reggiano, qualche foglia di basilico, olio extravergine d’oliva, sale, pepe e poco peperoncino.
- Si dovrà ottenere una crema profumata, fluida ma non troppo liquida.
- Raccogliere in una terrina la pasta ormai tiepida, aggiungere la crema di datterini e mescolare fino a distribuirla bene.
- Unire i pomodorini lasciati a pezzi, le olive e la rucola.
- Mescolare ancora con delicatezza, senza schiacciare troppo gli ingredienti freschi.
- Completare con scaglie di grana padano e qualche foglia di basilico.
- Servire subito oppure lasciare riposare in frigorifero per 10-15 minuti, avendo cura di lasciarla fuori dal frigo qualche minuto poco prima di portarla in tavola.

Pasta fredda, come è cambiata negli ultimi anni
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La pasta fredda è un piatto relativamente recente nella tradizione italiana. Fino agli anni Settanta la pasta era considerata un piatto da mangiare rigorosamente caldo, appena scolata, con il condimento fumante: l’idea di servirla fredda o a temperatura ambiente era estranea alla nostra cultura culinaria.
La svolta arriva tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, con il boom del turismo estivo, delle vacanze al mare e delle abitudini alimentari che iniziano a cambiare. La pasta fredda entra nelle case italiane come piatto pratico per pranzi in spiaggia, pic-nic, gite fuori porta. Il condimento originale era semplice: pasta corta lessata al dente e raffreddata, tonno in scatola, olive nere, un filo di olio d’oliva e origano. Semplicissima, senza fronzoli, ma efficace.
Negli anni Ottanta la pasta fredda diventa un fenomeno di massa. Nascono le versioni con mais e maionese (che oggi molti considerano un incubo culinario ma che allora era considerata moderna e “internazionale”), le insalate di pasta con würstel e sottaceti, le versioni con formaggio spalmabile e prosciutto cotto.
Negli anni Novanta la pasta fredda comincia a diventare più mediterranea, con il pesto ligure, le olive taggiasche, i pomodori secchi, la mozzarella di bufala, i capperi. La pasta fredda diventa più raffinata, più legata agli ingredienti veri della cucina italiana. Ancora oggi la versione con pomodorini, mozzarella, olive e basilico – chiamata a volte “pasta alla caprese” per l’ispirazione – è una delle più preparate nelle case italiane d’estate.
Negli anni Duemila e nel decennio successivo, la pasta fredda si è ulteriormente evoluta. Sono arrivate le versioni con formaggi diversi (feta, burrata, ricotta salata), con ingredienti internazionali (avocado, salmone affumicato, semi di sesamo), con creme di verdure frullate, come questa versione con crema di datterini.