Sembra una nuvola: il plumcake soffice come una cheesecake giapponese (senza zucchero)

Soffice come una nuvola, tremolante, leggera. La ricetta del plumcake nuvola si ispira alle celebri cheesecake giapponesi che hanno spopolato in tutto il mondo. Yogurt greco al posto del classico formaggio spalmabile, eritritolo invece dello zucchero, albumi montati a neve: il dolce, alla fine, è alto e tremolante, dalla texture quasi soffice come una spugna, per chi cerca un dessert goloso ma leggero, povero di zuccheri e ricco di proteine. Abbiamo visto questa ricetta sui social: davvero deliziosa.

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Plumcake nuvola

Il plumcake nuvola sembra la cheesecake giapponese, ma è una ricetta light da provare per un dolce davvero squisito
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Preparazione 15 minuti
Cottura 1 ora 10 minuti
Tempo di riposo 15 minuti
Tempo totale 1 ora 40 minuti
Portata Plumcake
Cucina Italian
Porzioni 4
Calorie 261 kcal
Ingredienti  
Cosa ci occorre per il plumcake nuvola
  • 250 g yogurt greco senza lattosio possibilmente al 2%
  • 50 g eritritolo a velo
  • 35 g farina debole oppure avena finissima per una versione senza glutine
  • 25 g amido di mais
  • 8-10 g dolcificante liquido
  • 3 albumi
  • 3 tuorli
  • Succo di limone q.b.
Preparazione della ricetta
 
Come preparare il plumcake nuvola
  • Preriscaldare il forno a 145 °C.
  • Separare i tuorli dagli albumi, raccogliendoli in due recipienti diversi.
  • Tenere gli albumi da parte e preparare prima la base cremosa.
  • Lavorare lo yogurt greco con i tuorli, la farina, il dolcificante, l’amido di mais e mezzo cucchiaino di succo di limone.
  • Mescolare fino a ottenere una crema liscia, senza grumi e abbastanza fluida.
  • In un’altra terrina montare gli albumi con qualche goccia di succo di limone.
  • Quando iniziano a diventare chiari e schiumosi, aggiungere l’eritritolo a velo poco alla volta, continuando a montare.
  • Fermarsi quando la massa sarà morbida e lucida, non troppo rigida: dovrà formare una punta soffice, non compatta.
  • Unire una piccola parte degli albumi alla crema di yogurt e tuorli, mescolando con delicatezza per alleggerire il composto.
  • Incorporare poi il resto in due riprese, usando una spatola e procedendo con movimenti lenti dal basso verso l’alto, così l’impasto resterà arioso.
  • Usare la carta da forno per rivestire uno stampo da plumcake, coprendo bene fondo e lati.
  • Versare il composto nello stampo e livellare la superficie senza sbatterlo troppo, per non perdere l’aria incorporata.
  • Sistemare lo stampo dentro una teglia più grande e versare acqua calda nella teglia esterna, fino ad arrivare circa a metà altezza dello stampo.
Come cuocere il plumcake
  • Cuocere in forno statico a 145 °C per circa 70 minuti, controllando la cottura in base al proprio forno.
  • A fine cottura spegnere il forno e lasciare la torta all’interno per 15 minuti con lo sportello leggermente aperto.
  • Questo passaggio aiuta a evitare sbalzi di temperatura troppo bruschi e mantiene la struttura più stabile.
  • Estrarre lo stampo e lasciare raffreddare completamente prima di sformare.
  • La torta dovrà risultare alta, tremolante al centro e molto morbida, con una consistenza delicata simile a una nuvola.
Plumcake nuvola, ingredienti
Plumcake nuvola, ingredienti

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Plumcake nuvola, il ruolo della farina debole

Questa torta si rifà a uno dei fenomeni più virali degli ultimi anni: le cheesecake giapponesi, conosciute anche come “japanese cotton cheesecake” o “soufflé cheesecake”. Diventate celebri in tutto il mondo grazie ai social, dove i video del loro caratteristico tremolio facevano incetta di visualizzazioni, queste torte hanno una consistenza unica: incredibilmente soffici, leggere, ariose, quasi come una nuvola, da cui il nome “cotton”, cotone.

A differenza delle cheesecake americane, dense e compatte, le versioni giapponesi puntano tutto sulla leggerezza, ottenuta grazie agli albumi montati a neve incorporati nell’impasto e a una cottura lenta e delicata, spesso a bagnomaria.

Ma c’è un ingrediente importante nella riuscita del plumcake, ed è la farina debole. Cosa significa, esattamente? Le farine si distinguono in base alla loro “forza”, indicata con la lettera W, che misura la capacità della farina di assorbire liquidi e sviluppare glutine durante la lavorazione.

Le farine “forti” (con W elevato) sono ricche di proteine e sviluppano molto glutine, risultando ideali per impasti che richiedono lunghe lievitazioni e grande struttura: pensiamo al pane, alla pizza, ai grandi lievitati come panettone e pandoro. Le farine “deboli” (con W basso), invece, contengono meno proteine e sviluppano poco glutine: sono perfette per dolci delicati, biscotti, torte soffici, dove non vogliamo che l’impasto diventi elastico e gommoso, ma resti tenero e friabile.

Per questo motivo l’uso della farina debole, che si trova anche online o nei supermercati, è proprio fondamentale: serve solo a dare un minimo di struttura senza appesantire l’impasto né renderlo elastico. Una farina troppo forte, al contrario, svilupperebbe troppo glutine, rendendo la torta più gommosa e compatta.

— In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.

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