Un piatto che è una festa di sapori e colori: un primo piatto goloso e invitante, di quelli che conquistano subito, quasi da trattoria. La tecnica della risottatura, con la pasta che finisce di cuocersi direttamente nel condimento assorbendone tutto il sapore, rende questo piatto ancora più ricco e cremoso. Magari possiamo prepararlo quando siamo stufi del caldo, e non vediamo solo l’ora di fare un pranzo completo con un primo soddisfacente; dopo aver visto la ricetta sui social, potevamo forse non provarla? Sacrilegio: ecco il procedimento.
Pasta con ragù estivo
- 3 salsicce
- 300 g penne o qualsiasi formato di pasta a piacere, come fusilli, mezze maniche, farfalle
- 200 g burrata
- 100 g pomodorini gialli
- 100 g pomodorini rossi
- 50 g pecorino
- 1 spicchio d’aglio
- Vino bianco q.b.
- Basilico q.b.
- Sale q.b.
- Eliminare il budello dalle salsicce e sbriciolarle in padella.
- Aggiungere lo spicchio d’aglio e lasciare rosolare bene, senza muovere continuamente la carne: dovrà prendere colore e diventare saporita.
- Sfumare con vino bianco e lasciare evaporare la parte alcolica.
- Lavare i pomodorini gialli e rossi, tagliarli a metà e unirli alla salsiccia. Incorporare qualche foglia di basilico, coprire e cuocere per circa 10 minuti, mantenendo il fuoco moderato.
- Nel frattempo cuocere la pasta in acqua salata e scolarla molto al dente, conservando l’acqua di cottura.
- Trasferire la pasta nella padella con il condimento e completare la cottura aggiungendo acqua della pasta poco alla volta. Mescolare finché il fondo diventa più cremoso e avvolge bene il formato scelto.
- Spegnere il fuoco. Aggiungere il pecorino e la burrata, poi mantecare velocemente, lasciando che la burrata renda il condimento morbido senza farla asciugare troppo.
- Servire subito, completando con basilico fresco.

Ragù estivo con burrata, un ingrediente fondamentale
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Il tocco finale che rende questa pasta tanto golosa e cremosa è la burrata, un formaggio fresco pugliese diventato ormai famoso e amato in tutto il mondo. originario della Puglia e più precisamente della zona di Andria, nel cuore della Murgia. A prima vista può sembrare una semplice mozzarella, ma la sua particolarità si rivela solo quando la si taglia: al suo interno, infatti, la burrata custodisce un ripieno cremoso e filante chiamato “stracciatella”, composto da sfilacci di pasta filata immersi nella panna.
È proprio questo cuore morbido e colante a distinguerla dalla mozzarella e a renderla così irresistibile. L’involucro esterno, invece, è formato da un sacchetto di pasta filata, la stessa della mozzarella, che racchiude e protegge il ripieno, come un vero e proprio scrigno di bontà.
Sarebbe stata inventata agli inizi del Novecento proprio come modo per utilizzare gli scarti della lavorazione della pasta filata, ovvero i ritagli e gli sfilacci di mozzarella che avanzavano. Questi ritagli venivano uniti alla panna e racchiusi in un involucro di pasta filata, dando vita a un prodotto nuovo, cremoso e ricco, che permetteva di non sprecare nulla.
Inoltre, avvolgere la panna e gli sfilacci in questo modo aiutava a conservarli più a lungo: da umile prodotto di recupero, la burrata ha saputo conquistare i palati di tutto il mondo, diventando oggi un simbolo dell’eccellenza casearia italiana. Un consiglio per gustarla al meglio, come in questa ricetta: la burrata dà il meglio di sé quando viene aggiunta a crudo o a fine cottura, a fuoco spento, in modo che il calore residuo del piatto la ammorbidisca facendo sciogliere il suo cuore cremoso, senza però “cuocerla” e farle perdere la sua delicatezza.