Non usi l’uovo per queste cotolette: la panatura dorata che rende il pollo irresistibile

Croccanti fuori, morbide e succose dentro, dorate al punto giusto: le cotolette di pollo sono uno di quei piatti che accendono gli occhi dei bambini e mettono d’accordo tutta la famiglia. Questa volta però abbiamo seguito una ricetta sui social, dove le abbiamo preparate al forno, senza tuffarle nell’olio bollente: il pollo riposa prima in una marinata di latte e limone che lo rende tenerissimo.

Pollo panato al limone con parmigiano

Marinare il pollo nel latte lo rende morbido, la panatura al parmigiano lo rende croccante: le cotolette di pollo al forno, leggere e amate dai bambini
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Preparazione 10 minuti
Cottura 25 minuti
Tempo di riposo 20 minuti
Tempo totale 55 minuti
Portata Secondi piatti
Cucina Italiana
Porzioni 4
Calorie 363 kcal
Ingredienti  
Cosa ci occorre per il pollo panato al limone con parmigiano
  • 700 g petto di pollo a fette
  • 130 ml latte
  • 80 g pangrattato
  • 80 g parmigiano grattugiato
  • 40 ml olio extravergine d’oliva
  • 40 ml succo di limone
  • Scorza di limone q.b.
  • Prezzemolo q.b.
  • Origano secco q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
Preparazione della ricetta
 
Come preparare il pollo panato al limone con parmigiano
  • Tamponare le fette di petto di pollo con carta da cucina. Se sono molto spesse, assottigliarle leggermente tra due fogli di carta forno con un batticarne.
  • Preparare la marinatura in un recipiente capiente: versare il latte, l’olio extravergine d’oliva e il succo di limone. Aggiungere sale, pepe, prezzemolo tritato e scorza di limone grattugiata.
  • Immergere le fette di pollo nella marinatura e girarle bene. Coprire e lasciare marinare in frigorifero per 20-30 minuti.
  • In un piatto largo mescolare pangrattato, parmigiano grattugiato e origano secco.
  • Scolare una fetta di pollo alla volta dalla marinatura, lasciando cadere l’eccesso, e passarla nella panatura. Premere bene con le mani su entrambi i lati, così il mix di pane e formaggio aderisce in modo uniforme.
  • Sistemare il pollo su una teglia rivestita con carta forno, senza sovrapporre le fette. Aggiungere un filo d’olio in superficie solo se serve.
  • Cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 25-30 minuti, girando le fette a metà cottura. Il pollo dovrà risultare dorato fuori e ben cotto al centro.
  • Servire caldo, con altra scorza di limone grattugiata se si vuole un profumo più intenso.
Pollo panato al limone con parmigiano, ingredienti
Pollo panato al limone con parmigiano, ingredienti

La grande contesa: Milano contro Vienna

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Poche pietanze hanno scatenato una rivalità così testarda come la cotoletta. Da una parte Milano con la sua celebre cotoletta alla milanese, dall’altra Vienna con la Wiener Schnitzel: due città, due orgogli nazionali, e una domanda che continua a far discutere gli appassionati di cucina. Chi ha copiato chi?

La cotoletta alla milanese è una cotoletta di vitello nella sua forma più aristocratica: rigorosamente con l’osso, impanata e fritta nel burro chiarificato. La sua forma tondeggiante e allargata le è valsa a Milano il soprannome affettuoso di “oreggia d’elefant”, orecchia d’elefante. Il legame con la città è così stretto che il Comune di Milano l’ha protetta con una denominazione ufficiale, per difenderne la ricetta autentica.

La versione austriaca, la Wiener Schnitzel, è invece più sottile e priva dell’osso, battuta fino a diventare una fetta leggerissima, e anch’essa fatta esclusivamente di vitello, tanto che in Austria e Germania il nome è tutelato per legge. La leggenda più raccontata vuole che sia stato un feldmaresciallo austriaco, Josef Radetzky, di stanza nel Nord Italia nella prima metà dell’Ottocento, a scoprire la cotoletta milanese e a spedirne la ricetta a Vienna, dove sarebbe diventata lo schnitzel.

È una storia affascinante, ripetuta ovunque, che però gli studiosi guardano con grande scetticismo: non esiste alcun documento a provarla, e pare che l’aneddoto sia stato messo in circolazione solo decenni più tardi, senza basi solide. Insomma, una bella storia, ma probabilmente inventata.

C’è di più, perché la faccenda si complica ulteriormente. Alcuni ricercatori hanno rintracciato ricette di carne impanata e fritta in trattati di cucina francesi già a metà Settecento, prima ancora che la disputa Milano-Vienna prendesse forma. E c’è chi risale addirittura all’antica Roma, sostenendo che fossero i Romani i primi a battere la carne e a friggerla con una copertura croccante.

— In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.

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