Montecarlo o Genova? Il mistero è servito! La pasta alla Montecarlo è una di quelle ricette che nascono da un incrocio di strade: un po’ ligure, un po’ francese, molto italiana. Le trofie – simbolo della cucina genovese – vengono accompagnate dal pesto fatto in casa, dal ragù e infine dalla panna. Qualunque sia la sua origine, resta un piatto ricco, stratificato, ma che è buonissimo, sì, anche se può sembrarci un abbinamento molto carico. E soprattutto questo sugo è versatile: oggi trofie, domani lasagne. L’importante è portarla in tavola e farla amare. E sì, ve lo diciamo: vi conquisterà al primo assaggio.
Pasta alla Montecarlo
Cosa ci occorre per la pasta alla Montecarlo
- 500 g trofie
- 200 ml panna da cucina
Per il ragù
- 150 g macinato di vitello
- 150 g macinato di maiale
- 1 cipolla
- 1 carota
- 1 bicchiere di vino bianco
- 400 ml Passata di pomodoro
- Sale q.b.
- Pepe nero q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
Per il pesto
- 30 g basilico
- 30 g pinoli
- 1 spicchio di aglio
- 1 cucchiaio pecorino
- 1 cucchiaio parmigiano reggiano
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale q.b.
Come preparare la pasta alla Montecarlo
Preparare il ragù
- Tritare finemente la cipolla e la carota.
- In una casseruola, scaldare 2-3 cucchiai di olio extravergine e rosolare le verdure a fuoco medio finché saranno morbide e traslucide (circa 5-7 minuti).
- Unire le carni macinate.
- Alzare la fiamma e rosolare bene finché non si formano crosticine dorate sul fondo (fondamentale per il sapore!).
- Sfumare con il vino bianco e lasciar evaporare completamente l’alcol (ci vogliono almeno 2-3 minuti).
- A questo punto versare la passata di pomodoro, mescolare, abbassare la fiamma e cuocere coperto per circa 35-40 minuti, mescolando ogni tanto. Il ragù dovrà risultare morbido ma denso, ben legato.
Preparare il pesto
- Lavare e asciugare il basilico.
- In un mixer, mettere basilico, pinoli, aglio privato dell’anima, pecorino e parmigiano.
- Aggiungere un pizzico di sale e frullare a impulsi per non surriscaldare il basilico (oppure usare mortaio se vogliamo un pesto tradizionale).
- Unire l’olio a filo, quanto basta per ottenere una crema fluida ma non liquida.
- Assaggiare e regolare di sale.
- Conservare in frigorifero, coperto da un velo d’olio, se non si usa subito.
Cuocere la pasta e mantecare
- Portare a bollore una pentola capiente con acqua salata.
- Cuocere le trofie secondo i tempi indicati, ma scolarle al dente.
- Nel frattempo, scaldare il ragù in una padella ampia.
- Aggiungere la panna da cucina, mescolare a fuoco dolce per creare una crema rosata e profumata.
- Unire le trofie, una cucchiaiata d’acqua di cottura se serve, e mantecare 1-2 minuti finché il sugo avvolge bene la pasta.
- Solo all’ultimo, incorporare il pesto, mescolando il minimo indispensabile per non alterarne il profumo.
- Servire subito, con una spolverata di parmigiano extra o qualche fogliolina di basilico fresco.
Ti è piaciuta? Salvala o mandala a chi ami

A molti fa sorridere, ad altri fa subito venire fame: la pasta panna, ragù e pesto è un piatto che salta fuori dagli anni ’80. All’epoca era un vero cult, portata in tavola come alternativa sfiziosa ai primi più tradizionali. Non c’erano i social, ma c’erano le nonne, le zie e le riviste di cucina: ed è lì che questa ricetta ha iniziato a circolare, conquistando le cucine italiane con la sua anima “comfort”.
A guardarla bene, è un mix azzardato solo in apparenza: un ragù semplice, come da tradizione, che viene però addolcito dalla panna da cucina (ingrediente a dir poco di moda negli anni del boom), e completato dal pesto. Una fusione di sapori che oggi definiremmo azzardata, ma che allora era solo un modo creativo per arricchire il sugo della domenica.
Il pesto non è mai invasivo, anzi, attenzione: serve a legare e mantecare, un po’ come si fa con basilico fresco e parmigiano. Questa pasta spacca: è retrò ma anche buonissima.
Non perdere queste squisite ricette! Inviaci le tue e verranno pubblicate.
In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.




Lascia un commento