Le polpette di melanzane sono uno dei simboli della cucina povera del Sud Italia. Quelle che le nonne facevano con il pane raffermo ammollato e le melanzane dell’orto, senza un grammo di carne, e che oggi tantissime persone preferiscono all’originale di carne: non per rinuncia, ma per scelta.
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Sono buonissime, saporite, morbide dentro e croccanti fuori, e con il cuore filante di formaggio a pasta filata che si scioglie all’interno diventano irresistibili. Il pane raffermo, in questa ricetta, non è uno scarto ma un ingrediente protagonista: ammollato, strizzato e sbriciolato, dà struttura e morbidezza all’impasto insieme alle melanzane lessate.
Un secondo vegetariano, un antipasto sfizioso, uno stuzzichino per l’aperitivo: piacciono a tutti e portano in tavola tutto il sapore della cucina povera meridionale, quella che con pochi ingredienti semplici riusciva a creare piatti indimenticabili. Dopo aver visto la ricetta sui social, non ci siamo proprio lasciati sfuggire la possibilità di replicare la ricetta.
Polpette di melanzane con pane raffermo, capperi e cuore filante
- 2 melanzane medie
- 200 g pane raffermo
- 100 g formaggio a pasta filata a cubetti dose stimata
- 1 uovo
- 1 cucchiaio di capperi
- Pangrattato q.b. se serve
- Olio per friggere q.b.
- Sale q.b.
- Pepe q.b.
- Lavare le melanzane, eliminare le estremità e tagliarle prima a fette spesse, poi a cubetti non troppo piccoli.
- Portare a ebollizione una pentola con acqua leggermente salata e cuocere le melanzane per circa 10 minuti, finché diventano morbide.
- Scolarle molto bene e lasciarle raffreddare in un colino, premendole leggermente per eliminare l’acqua in eccesso.
- Ammorbidire il pane raffermo con poca acqua, poi strizzarlo con cura e sbriciolarlo in un recipiente capiente.
- Aggiungere le melanzane fredde, l’uovo, i capperi tritati grossolanamente, sale e pepe.
- Lavorare il composto fino a ottenere un impasto compatto.
- Se risulta troppo morbido, aggiungere pangrattato poco alla volta, fermandosi appena diventa modellabile.
- Prelevare una porzione di impasto, aprirla leggermente al centro e inserire qualche cubetto di formaggio a pasta filata.
- Richiudere bene e formare una polpetta, sigillando il ripieno all’interno.
- Scaldare abbondante olio in una padella.
- Friggere le polpette poche alla volta, girandole con delicatezza, finché risultano dorate su entrambi i lati.
- Scolarle su carta assorbente e lasciarle riposare qualche minuto prima di servirle, così il ripieno resterà filante ma non troppo bollente.

Le polpette senza carne nella tradizione italiana
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Le polpette senza carne sono una delle espressioni più belle e riuscite della cucina povera italiana, e la loro storia racconta molto della creatività con cui le famiglie di un tempo trasformavano pochi ingredienti semplici in piatti saporiti e sostanziosi.
Tra le più antiche e diffuse troviamo le polpette di pane. In Puglia si chiamano “pallotte” o “polpette di pane”, e si fanno con mollica di pane raffermo ammollata nel latte o nell’acqua, uova, formaggio grattugiato, aglio e prezzemolo. Fritte o cotte al sugo, sono un piatto povero e goloso che ancora oggi si prepara nelle case pugliesi.
In Abruzzo esistono le “pallotte cacio e ova“, polpette di pane, uova e pecorino, cotte nel sugo di pomodoro: un piatto simbolo della cucina abruzzese contadina. Le polpette di melanzane, come quelle di questa ricetta, sono tipiche della Sicilia, della Campania e della Calabria, dove le melanzane crescono in abbondanza durante l’estate. Le melanzane lessate o fritte, mescolate con pane raffermo, uova, formaggio ed erbe, formano un impasto che si frigge in polpette morbide e saporite. In Sicilia si arricchiscono spesso con menta, pinoli o uvetta.
Tipiche di varie regioni del Sud, le polpette di ricotta usano la ricotta come base, mescolata con uova, formaggio e pangrattato, delicate e morbide, cotte al sugo o fritte. Non sono un ripiego, ma piatti con una loro identità precisa e una tradizione secolare alle spalle.