Possiamo preparare l’arrosto con tante carni: manzo, vitello, maiale, agnello, galletto, pollo, tacchino. È il secondo della domenica per eccellenza, il vero Re della tavola, che ci riporta nelle cucine delle nostre nonne. Chi è alle prime armi, o chi magari non lo ha mai fatto, si chiede: come cucinare l’arrosto? Ci sono trucchi e segreti per un piatto perfetto: ve li sveliamo.
Prima il taglio

Perché l’arrosto è duro? La qualità della carne è un punto assolutamente essenziale per ottenere un secondo ideale, eccellente sotto ogni punto di vista. Non è sempre detto di doverlo cucinare per ore e ore, anche perché i tempi di cottura variano in base al taglio. Ecco, proprio questo è il punto di partenza, perché per ogni tipo di carne o pollame c’è il suo corrisposto da fare arrosto:
- Manzo: per questa carne, possiamo scegliere lombata, controfiletto, cappello del prete, punta di petto, scamone, noce, codone;
- Vitello: scamone, noce, fesa di spalla o sottofesa sono ideali;
- Agnello: proviamo cosciotto, petto disossato, sella o spalla;
- Maiale: i tagli ideali sono collo, cosciotto e carrè;
- Pollame: un taglio roseo e paffutello.
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Insaporire la carne dell’arrosto
Uno dei segreti dell’arrosto? Semplice: bisogna insaporire la carne. La marinatura a secco può essere preparata con un trito di erbe, come a base di rosmarino e timo, e possiamo aggiungere spezie a nostro piacere. Si sconsiglia di aggiungere sale e pepe in fase di marinatura, poiché potrebbero far asciugare la carne. Spennelliamola con un giro di olio, e infine ricordiamo di mettere anche aglio e cipolla. Per un sapore in più, anche uno spicchio di limone e arancia. Generalmente dovrebbe riposare per tutta la notte in frigo e, prima di andare in forno, deve rimanere almeno un’oretta fuori. Ma tutto dipende dalle sue dimensioni.
Come cucinare l’arrosto
L’arrosto va assolutamente rosolato, e il motivo è semplice: bisogna sigillare la carne, in modo tale da isolare i succhi. In questo modo alla fine avremo un arrosto dalla crosticina super croccante. Possiamo rosolarla in un tegame oppure in una teglia al forno ad altissima temperatura, quindi tra 220° e 240°C. La carne deve rosolare per circa 3 minuti per lato, ma ancora una volta teniamo presente le sue dimensioni.
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Termometro per arrosto
Per cucinare l’arrosto, c’è un modo che ci permette di evitare pasticci in cucina. Quale? Semplice: usare un termometro per verificare la cottura della carne, perché arriva al “cuore”, ovvero il pezzo più profondo, e ci dice molto sul fatto che sia cotto a puntino o meno.
Il riposo dell’arrosto
Ebbene, sì, come i più grandi guerrieri, anche l’arrosto si riposa! A parte lo scherzo, uno dei segreti per un arrosto perfetto è lasciarlo riposare dopo le ore di cottura, in modo tale che la carne si “sedimenti”, che lasci defluire i succhi. Così è più buona, morbida e saporita.
I contorni perfetti per l’arrosto

Infine, ancora un suggerimento: l’arrosto è una carne che va accompagnata con un contorno degno di questo nome. Anzi, persino più di uno! Per chi ama il secondo della domenica o delle feste, allora la combo con arrosto e patate, rigorosamente con la buccia, è forse tra le migliori.
Ma possiamo sbizzarrirci con le verdure miste gratinate, con i fagiolini, con gli spinaci, o ancora un buon contorno di funghi, quando arriva la stagione autunnale. Sentite già il profumino? Fateci sapere quali sono i vostri arrosti e contorni preferiti nei commenti!
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