Quali sono i piatti tipici del Primo Maggio? Da nord a sud desideriamo portare a tavola le tradizioni regionali per la festa dei lavoratori. Esistono moltissimi piatti che si preparano durante il Primo Maggio, tradizioni che durano ancora oggi e che ci permettono di provare le bontà di numerosi territori come la Sardegna, ma non solo. Non dimentichiamo infatti che uno degli antipasti più suggeriti per questa festa è a base di fave e pecorino: un tripudio di gusto che vi facciamo scoprire.
Fave e pecorino, antipasto sfizioso

Non possiamo non iniziare proprio dall’antipasto a base di fave e pecorino: non ci vuole affatto molto tempo per realizzarlo ed è una delle ricorrenze più apprezzate per la festa dei lavoratori che si festeggia il Primo Maggio. È un piatto tipico del Lazio ed è nato proprio nelle campagne più di 2000 anni fa: Patrizi e Legionari gustavano questo piatto alla fine del pasto o all’inizio.
L’antipasto è facilissimo in quanto non dobbiamo fare altro che sbucciare le fave, metterle in un vassoio insieme al pecorino e magari del pane di casa per accompagnare il tutto. Non può mancare a questo punto un buon bicchiere di vino rosso per festeggiare ai lavoratori.
Prima di continuare, ti ricordo che è disponibile, per ricevere le notifiche delle nostre ricette, il canale Telegram, cliccando qui oppure il canale Whatsapp, cliccando qui. Unisciti anche tu per non perdere le ultime novità. IL TUO NUMERO DI TELEFONO NON LO VEDRÀ NESSUNO!!
Puoi anche riceverle via email, iscrivendoti gratis alla nostra Newsletter.
Su filindeu, piatto tipico regionale della Sardegna
Il nome può essere un po’ difficile, ma questa minestra calda viene mangiata in determinati periodi dell’anno in Sardegna, ovvero il 1° maggio e il 4 ottobre. Su Filindeu, che vuol dire i fili di Dio, è una pasta di semola di grano duro e acqua che viene tirata in fili molto sottili e intrecciati che vengono poi fatti essiccare. Successivamente vengono spezzati in piccoli pezzi e cotti nel brodo di pecora.
Se vuoi ricevere offerte strepitose, selezionate per te da Amazon, iscriviti gratis al canale Whatsapp, cliccando qui. IL TUO NUMERO DI TELEFONO NON LO VEDRÀ NESSUNO!! In alternativa clicca qui, per trovare Tutto ciò che cerchi per la tua casa
La preparazione del brodo di pecora, così come della pasta stessa, è molto lunga, ma questo piatto rappresenta un’eccellenza del territorio sardo ed è un vero e proprio simbolo della cucina pastorale. Come abbiamo detto, viene preparato in due occasioni: il 4 ottobre e appunto in concomitanza con la festa dei lavoratori.
Virtù teramane
È una delle tradizioni irrinunciabili del Primo Maggio, precisamente della città di Teramo: le virtù teramane sono arrivate fino a noi anche se sono state modificate nel corso del tempo. Più in generale parliamo di una ricetta simbolo di questa festa, sebbene la tradizione risulti ben più antica ed è legata al culto della Terra per il Calendimaggio, che veniva festeggiato dalle civiltà contadine.
Ma come viene realizzato questo piatto? In effetti possiamo considerarlo una sorta di zuppa o minestra e la sua cottura è molto lunga e laboriosa, tanto che si inizia a cuocerla giorni prima, in particolare per le verdure e i legumi. A quel punto poi vengono aggiunti insieme tutti gli ingredienti, ovvero verdure fredde, legumi caldi, ma anche spezie e cotenna di maiale. Un rito culinario che non si è mai perso nel tempo e che vive tutt’oggi.
Tavuliata di San Giuseppe
La festa di San Giuseppe viene celebrata ogni anno il 19 marzo a Malfa e il Primo Maggio a Leni. Questo significa inevitabilmente che è possibile mangiare per ben due volte la Tavuliata di San Giuseppe, un piatto tipico che appunto viene preparato in questa giornata. Stiamo parlando di un vero e proprio grande classico della tradizione che viene cotto nelle pentole di rame: la pasta e ceci, da sempre simbolo di forza e di salute.
Trippa

Per il Primo Maggio, a Volterra si consuma rigorosamente la trippa. Proprio così: la trippa toscana è uno dei piatti classici della festa dei lavoratori e viene accompagnata a tavola con tanto vino rosso, ovvero il Chianti. Quella alla volterrana si realizza con il sugo, quindi una base di soffritto di sedano, carota e cipolla e pomodori freschi. Un piatto gustoso, sano e super calorico.