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Fettuccine Alfredo, la ricetta originale: come è nata in Italia? I segreti

fettuccine alfredo

Le fettuccine Alfredo sono un vero e proprio “caso”. Perché in America sentiamo spesso parlare dell’Alfredo sauce, ovvero sugo all’Alfredo, ma è lontanissimo dalla ricetta originale. No, non è una crema bianca a base di panna o altri formaggi, bensì è un grande classico della tradizione. Una sorta di pasta al burro gourmet, rivisitata, dove il segreto risiede nella mantecatura.

Come sono nate le fettuccine Alfredo

Ci tocca smentire un falso mito: le fettuccine Alfredo non sono una “americanata”, bensì un piatto che è nato proprio qui, in Italia. Per gli americani, è il simbolo di un piatto buonissimo. E, in effetti, la ricetta originale si deve ad Alfredo Di Lelio, che l’ha preparata per la prima volta nel 1908 nella trattoria della mamma Angelina. Quando la moglie Ines diede alla luce il piccolo Alfredo II, Alfredo preparò questo piatto per aiutarla a rimettersi in forze. Ovviamente, le fettuccine erano fatte rigorosamente a mano – oggi usiamo perlopiù il formato secco – con parmigiano e burro di primissima qualità. Alla moglie piacquero così tanto che alla fine la ricetta divenne uno dei simboli del ristorante. La fortuna del piatto arrivò con Douglas Fairbanks e Mary Pickford, due star del cinema americano che la fecero conoscere a tutti in patria. E il resto è storia: per gli americani, le fettuccine Alfredo sono una specialità.

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Fettuccine Alfredo

Chef: Patrizio Lombardi
Il primo piatto italiano più famoso al mondo e amatissimo dagli americani
5 da 5 voti
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Preparazione 10 minuti
Cottura 12 minuti
Tempo totale 22 minuti
Portata Primi Piatti
Cucina Italiana
Porzioni 4 Persone
Calorie 408 kcal

Ingredienti  

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Cosa ci occorre per le fettuccine Alfredo

  • 320 g fettuccine all’uovo
  • 150 g burro
  • 200 g parmigiano o grana
  • Sale q.b.
  • Pepe nero q.b. facoltativo

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Preparazione della ricetta
 

Come preparare le fettuccine Alfredo

La ricetta continua dopo gli annunci…
  • Prima di tutto, realizzare le fettuccine, se non si utilizzano quelle comprate.
  • Successivamente, mettere a bollire abbondante acqua e sale grosso.
  • Cuocere le fettuccine per circa 1 minuto.
  • Nel frattempo, in una padella molto larga, aggiungere la metà del burro e farlo sciogliere: versare anche 3 cucchiai di acqua bollente di cottura.
  • Mantecare a questo punto le fettuccine nella padella a fiamma dolce.
  • Aggiungere il resto del burro a tocchetti, il sale e altri 2–3 cucchiai di acqua di cottura.
  • Infine, lasciare risottare la pasta per 1 minuto circa su fuoco moderato, aggiungendo se necessario ancora acqua bollente di cottura. Si deve formare una crema bianca che avvolge completamente le fettuccine.
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  • Quando sono cotte al dente e cremose, spegnere il fuoco e aggiungere tutto il parmigiano: mantecare nella padella e servirsi di 1 o 2 cucchiai di acqua di cottura bollente se necessario, e una spolverata di pepe. Buon appetito!

2 commenti su “Fettuccine Alfredo, la ricetta originale: come è nata in Italia? I segreti”

  1. 5 stars
    STORIA DI ALFREDO DI LELIO, CREATORE DELLE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” (“FETTUCCINE ALFREDO”), E DELLA SUA TRADIZIONE FAMILIARE PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” (“ALFREDO DI ROMA”) IN PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA

    Con riferimento al Vostro articolo ho il piacere di raccontarVi la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, inventore delle note “fettuccine all’Alfredo” (“Fettuccine Alfredo”).
    Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
    Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è “the birthplace of fettuccine all’Alfredo”.
    Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.
    Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna (oggi Galleria Sordi), Alfredo Di Lelio decise di aprire a Roma il suo ristorante “Alfredo” che gestì fino al 1943 (in via della scrofa), per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia.
    Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1948 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante “Il Vero Alfredo” (noto all’estero anche come “Alfredo di Roma”) in Piazza Augusto Imperatore n.30 (cfr. il sito web di Il Vero Alfredo).
    Con l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose “fettuccine all’Alfredo” al doppio burro da me servite, con l’impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con 2 “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità).
    Un aneddoto della vita di mio nonno. Alfredo fu un grande amico di Ettore Petrolini, che conobbe nei primi anni del 1900 in un incontro tra ragazzi del quartiere Trastevere (tra cui mio nonno) e ragazzi del Quartiere Monti (tra cui Petrolini). Fu proprio Petrolini che un giorno, già attore famoso, andando a trovare l’amico Alfredo, dopo averlo abbracciato, gli disse “Alfré adesso famme vede che sai fa”. Alfredo dopo essersi esibito nel suo tipico “show” che lo vedeva mischiare le fettuccine fumanti con le sue posate d’oro davanti ai clienti, si avvicinò al suo amico Ettore che commentò “meno male che non hai fatto l’attore perché posto per tutti e due nun c’era” e consigliò ad Alfredo di tappezzare le pareti del ristorante con le sue foto insieme ai clienti più famosi. Anche ciò fa parte del cuore della bella tradizione di famiglia che continuo a rendere sempre viva con affetto ed entusiasmo.
    Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono e sono fuori dal mio brand di famiglia.

    Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale ed è stato identificato dal Ministero della Cultura quale Bene culturale.
    Grata per la Vostra attenzione ed ospitalità nel Vostro interessante blog, cordiali saluti
    Ines Di Lelio

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